Brexit, il nodo Irlanda: facciamo il punto.

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Uno dei maggiori nodi da sciogliere nella trattativa Brexit: il confine tra Repubblica d’Irlanda ed Irlanda del Nord.                  Credits: Bloomberg

Uno dei nodi più difficili da sciogliere riguardo la vicenda Brexit, sul quale, per altro, ho già abbondantemente scritto in passato, è rappresentato dal confine tra l’Irlanda, membro dell’Unione Europea e dell’Eurozona, e l’Irlanda del Nord, membro del Regno Unito, il quale rappresenta l’unica frontiera “fisica” tra le due parti in causa. A circa un mese dalla scadenza che UE e Regno Unito si sono date per dirimere la questione – giugno 2018 -proverò con questo articolo a fare il punto sulla questione. (altro…)

Il miracolo Portogallo?

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Il primo ministro portoghese, António Costa.

C’è un Paese in Eurozona a cui guardano con speranza le sinistre europee, il Portogallo.

L’esito delle ultime tornate elettorali, infatti, si è rivelato per loro assai severo praticamente ovunque: dall’essere partiti di Governo a forza di opposizione, talvolta rischiando, come in Francia, persino di scomparire, il passo è stato breve; questo il leitmotiv osservato in Eurozona, con i partiti populisti e di estrema destra a fare incetta di voti sulla base di proposte che la storia ha già dimostrato essere inconcludenti ed irrealizzabili.

È chiaro che, mentre le segreterie dei partiti sconfitti ancora si interrogano sulle ragioni di tale debacle – ragioni, dal mio punto di vista, assai chiare, la Globalizzazione e il liberismo economico ad essa connessa, ha disarmato le armi con cui la sinistra redistribuiva la ricchezza, lasciando le fasce più deboli della popolazione indifese ed impaurite, sensazione per altro acuita dalla manipolazione dei social – la notizia che un Paese, molto vicino al nostro, che adotta la nostra stessa valuta e che, durante la Crisi dell’Eurozona, rientrava nel novero dei PI(I)GS*, faccia registrare risultati economici molto positivi, accende immediatamente la curiosità degli osservatori. (altro…)

Franco svizzero, ancora valuta rifugio?

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L’andamento dello yen giapponese e del franco svizzero nei confronti dell’euro.

Più volte, nei miei articoli, vi ho parlato di valute rifugio, ossia di quelle valute verso cui i mercati dirottano i propri investimenti nei periodi di incertezza. Le valute che per antonomasia rivestono questo ruolo solo lo yen giapponese ed il franco svizzero.

Nella settimana in cui si è discusso di un imminente attacco di Stati Uniti, Francia e Regno Unito in Siria – puntualmente verificatosi la scorsa notte – tali valute avrebbero dovuto apprezzarsi, cosa che in realtà è accaduta soltanto per lo yen giapponese (altro…)

Dazi, la risposta cinese.

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Container con destinazione Cina.

La risposta cinese ai dazi di Donald Trump non si è fatta attendere.

A partire dalla giornata di ieri, infatti, la Cina, allo scopo di salvaguardare i propri interessi e bilanciare le perdite causate dalle nuove tariffe americane, ha imposto dazi su 128 prodotti statunitensi, per un valore di 3 miliardi di dollari, i quali, tra l’altro, vanno a colpire uno dei settori più vulnerabili dell’economia americana, quello agricolo. (altro…)

Cina, Yi Gang è il nuovo governatore di PBOC.

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Yi Gang, il nuovo Governatore di People’s Bank of China.

Yi Gang è il nuovo governatore di People’s Bank of China (PBOC).

Il Congresso nazionale del popolo, così viene definito il parlamento cinese, ha infatti approvato lo scorso lunedì la scelta del presidente Xi Jinping. Liu He, invece, il principale consulente economico di Xi, è stato nominato vicepremier ed assumerà il ruolo di guida nel processo decisionale con Yi a sostegno; ricordiamo infatti che la Banca Centrale cinese, a differenza di quelle delle principali economie industrializzate, non gode della piena indipendenza dalla politica. (altro…)

Fed, la prima volta di Powell.

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Jerome Powell, neo Presidente della Federal Reserve.

Nella giornata di ieri si è riunito il board della Fed, il primo dell’era Jerome Powell.

Cominciamo col dire che le perplessità legate all’avvicendamento alla guida della banca centrale americana voluto da Donald Trump, da Janet Yellen a, appunto, Jerome Powell, aveva fatto temere che la Federal Reserve potesse rallentare il suo percorso di normalizzazione dei tassi, piegandosi al volere dell’istrionico Presidente. (altro…)