SPU, il fondo norvegese da mille miliardi di dollari.

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Yngve Slyngstad, CEO di Norge Bank Investment Management, la sezione di Norge Bank incaricata di gestire il fondo SPU.

Molti dei Paesi produttori di petrolio, anziché sfruttare questa enorme fortuna per finanziare programmi di sviluppo, preferiscono “tirare a campare”, vivendo al di sopra delle proprie possibilità.

Il mondo è in continua evoluzione, a maggior ragione nell’era della globalizzazione, politiche miopi possono nel giro di pochi anni condurre al dissesto dei conti pubblici di un Paese, riducendo alla fame i popoli. Il petrolio, del resto, è una risorsa scarsa – prima o poi finirà – il cui prezzo è molto esposto alle oscillazioni del mercato.

Tempo fa abbiamo osservato il caso del Venezuela, economia che aveva tutte le carte in regola per costruirsi un futuro radioso ma che, a causa dell’incapacità e della disonestà della propria classe politica, è finito sull’orlo del baratro.

Stavolta invece voglio parlarvi della Norvegia, Paese che, in un mondo di cicale, ha scelto di essere formica. (altro…)

Trump, ecco i dazi.

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Il Presidente Trump mostra la propria firma sul provvedimento che introdurrà nuovi dazi su acciaio e alluminio.


Dal 23 marzo prossimo, gli Stati Uniti introdurranno dei dazi su acciaio ed alluminio, per un ammontare, rispettivamente, del 25% e del 10%. Essi vanno ad aggiungersi a quelli sulle importazioni di lavatrici e pannelli solari introdotti lo scorso gennaio.

Questi provvedimenti vanno così a dare parziale compimento a quanto il Presidente Donald Trump aveva promesso in campagna elettorale – nella quale aveva paventato l’introduzione di dazi su ogni genere di merce – allo scopo di proteggere le produzioni americane da quella che l’attuale Amministrazione statunitense ritiene essere concorrenza sleale, proveniente, in particolar modo, dalla Cina. (altro…)

Svezia, gli effetti collaterali del cashless.

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Il Governatore di Riksbank, la banca centrale svedese, Stefan Ingves.

Circa un anno fa scrissi un articolo dal titolo “Aboliamo il contante!” descrivendo, con dovizia di particolari, gli innumerevoli vantaggi che un provvedimento del genere avrebbe portato all’economia italiana, a fronte di pochi e transitori disguidi.

Quante volte vi siete imbattuti in un negoziante che ha storto il naso alla vista della vostra carta chiedendovi se era possibile ricevere quanto dovuto in contanti? Io spesso, al punto da sentirmi a disagio se non ho abbastanza cash nella tasche.

C’è un Paese in Europa, invece, il primo ad introdurre, nel 1661, le banconote, in cui le cose stanno esattamente all’opposto; (altro…)

Elezioni 2018: come si vota?

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Dopo un’estenuante e, almeno per quanto mi riguarda, deludente campagna elettorale, domenica 4 marzo, dalle ore 7 alle 23, saremo finalmente chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento.

Ho provato a dividere questo articolo in due sezioni: nella prima mi occuperò di spiegare il funzionamento della nuova legge elettorale, nella seconda delle modalità di voto.

Dunque, cominciamo. (altro…)

Brexit in alto mare, manca l’accordo sull’Irlanda del Nord.

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Michel Barnier, capo della Commissione responsabile dei negoziati su Brexit.

L’accordo sottoscritto da UE e Regno Unito lo scorso 8 dicembre sembrava aver concluso la fase 1 dei negoziati su Brexit, quella relativa al “divorzio”, gettando le basi affinché le parti potessero finalmente lasciarsi alle spalle le annose discussioni degli ultimi mesi e concentrarsi sulla stesura di un nuovo accordo sui futuri rapporti tra Bruxelles e Londra.

Niente di tutto questo!

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Il Venezuela si lancia nelle criptovalute, nasce il Petro.

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Non è la prima volta che mi ritrovo a scrivere sul Venezuela.

L’economia sudamericana, un tempo considerata un esempio di successo del socialismo, l’ultimo baluardo in un mondo che aveva abbracciato ormai in toto il capitalismo, negli ultimi anni, complice il crollo del petrolio e l’incapacità del suo Governo di trovare un diversivo, è sprofondata in una crisi che non sembra avere fine.

L’ascesa del Bitcoin, la più famosa criptovaluta in circolazione – per la verità ha già subito più di qualche scossone, a riprova di chi sostiene che si tratti di una mera bolla speculativa – ha aperto il dibattito in molti Paesi sulla possibilità di dotarsi di una propria moneta digitale, se ne sta discutendo, tra gli altri, in Svezia, Giappone, Singapore ed Estonia. In particolare, i Paesi che più sarebbero attratti da questo nuovo modo di concepire la valuta sarebbero quelli che stanno subendo le sanzioni da parte di Stati Uniti ed Unione Europea, in quanto in essa troverebbero un modo per aggirarle, in primis, Russia e Venezuela.

Mentre a Mosca la discussione è ancora aperta, Nicolás Maduro, Presidente del Venezuela, ha deciso di rompere gli indugi lanciando il Petro, la prima moneta digitale che fa capo ad uno Stato. (altro…)