Christine Lagarde, Presidente della Banca Centrale Europea.
“The lady’s not for turning”.
Potrebbe essere sintetizzato con questo aforisma dell’ex Primo Ministro inglese, Margaret Thatcher, ripreso ieri in conferenza stampa da Christine Lagarde, quanto prodotto dal board della Banca Centrale Europea nel suo consueto meeting mensile.
La massima autorità di politica monetaria dell’Eurozona, seppur annunciando la volontà di rallentare il ritmo del suo programma di acquisti di emergenza pandemico (PEPP) per l’ultimo trimestre del 2021, ha chiarito che non si tratta di “tapering”.
La pandemia ha avuto – e sta tutt’ora avendo – un impatto devastante sulle nostre vite.
Sebbene essa sia ascrivibile ad uno shock simmetrico – a differenza delle ultime crisi essa ha riguardato l’intero Pianeta – le conseguenze, soprattutto sul piano economico, sono state diverse, le disuguaglianze sono aumentate.
Anche da questa crisi, insomma, ne sono derivati vincitori e vinti.
Sparisce il solito tavolo, al suo posto un podio. Christine Lagarde, Presidente della BCE.
“Il mantenimento di condizioni finanziarie favorevoli durante il periodo della pandemia rimane essenziale.”
Basterebbe questa frase, pronunciata da Christine Lagarde nel discorso di apertura della conferenza stampa, per sintetizzarne il contenuto della consueta riunione mensile del board della Banca Centrale Europea tenutasi ieri.
Il 2020 è ormai alle spalle: l’inizio della campagna vaccinale lascia presagire un ritorno alla normalità in tempi relativamente brevi.
Ciò nonostante, il superamento degli strascichi della pandemia sull’economia mondiale, alla stregua di qualsiasi altra precedente crisi, comporterà tempi ben più lunghi.
Dopo la riunione del board della BCE tenutasi la scorsa settimana, ieri è stato il turno della Federal Reserve statunitense.
Poche le novità emerse, anzi, direi una: l’annuncio che il massiccio programma di QE da 120 miliardi di dollari mensili perdurerà fino a quando non ci saranno “ulteriori progressi sostanziali” sul fronte occupazionale e inflazionistico, rispetto al precedente e più vago impegno di continuare ad acquistare “nei prossimi mesi”.
Nel corso della precedente riunione del board, la Presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, aveva preferito darsi ulteriori sei settimane per avere una visione più chiara dello stato dell’economia dell’Eurozona e, se necessario, attuare le idonee contromisure.
Decisione che allora avevamo definito saggia: gli effetti di una seconda ondata della pandemia da Covid-19 non erano ancora quantificabili, negli USA regnava ancora incertezza sull’esito delle elezioni presidenziali e non vi erano state sostanziali novità sul raggiungimento di un accordo su Brexit.
Quando ieri Christine Lagarde si è presentata in conferenza stampa per presentare le decisioni prese dal board il quadro era molto più chiaro.