Sparisce il solito tavolo, al suo posto un podio. Christine Lagarde, Presidente della BCE.

“Il mantenimento di condizioni finanziarie favorevoli durante il periodo della pandemia rimane essenziale.”

Basterebbe questa frase, pronunciata da Christine Lagarde nel discorso di apertura della conferenza stampa, per sintetizzarne il contenuto della consueta riunione mensile del board della Banca Centrale Europea tenutasi ieri.

Ad un anno – era il 12 marzo 2020 – dall’ardita dichiarazione “Non siamo qui per ridurre gli spread”, che alzò un polverone gigantesco sull’allora neo Presidente della massima istituzione monetaria dell’Eurozona, sembra aprirsi una nuova fase nel rapporto tra la BCE ed il mercato dei titoli di Stato, con la prima fermamente intenzionata ad anticipare gli stimoli necessari a proteggere la ripresa economica dalle insidie della pandemia.

“Acquisteremo in modo flessibile in base alle condizioni di mercato e al fine di prevenire un inasprimento delle condizioni di finanziamento”, ha dichiarato Lagarde, in altre parole, Il timore della Presidente della BCE è che un aumento dei rendimenti possa soffocare la ripresa prima ancora che essa si riveli.

Quando ci sarà la ripresa?

Le previsioni, migliorative rispetto a quanto osservato in dicembre (si osservi il grafico), ci dicono che la ripresa arriverà già quest’anno ma con gradualità:

“Le campagne di vaccinazione in corso, insieme al graduale allentamento delle misure di contenimento – salvo ulteriori sviluppi negativi legati alla pandemia – sostengono l’aspettativa di una ferma ripresa dell’attività economica nel corso del 2021”, ha affermato Lagarde.

Per supportarla, l’ex Presidente del Fondo Monetario Internazionale ha promesso di incrementare nel prossimo trimestre il ritmo a cui acquisterà i titoli di Stato dei Paesi membri dell’area euro nell’ambito del piano PEPP (Pandemic emergency purchase programme), lo strumento straordinario da 1,850 miliardi di euro atto a combattere gli effetti della pandemia sull’Eurozona, ma anche di ricalibrarlo nel caso lo shock negativo della pandemia sul profilo dell’inflazione lo rendesse necessario.

L’effetto sui titoli di Stato decennali italiani e spagnoli dopo le dichiarazioni di Christine Lagarde. Fonte: Bloomberg

Insomma, quel cosiddetto “approccio olistico”, citato in passato sia dal capo economista della BCE, Philip Lane, sia dalla stessa Presidente Lagarde, il quale, secondo alcuni osservatori, comporterebbe, tra le altre cose, anche il controllo della curva dei rendimenti, comincia a delinearsi.

Infine, nessuna novità sul fronte QE, l’ammontare degli acquisti resta di 20 miliardi di euro al mese, e su quello dei tassi: quello principale rimane a zero, il tasso sui depositi a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%. 

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