Dalla riunione del board della BCE tenutasi ieri, sebbene conclusasi con un nulla di fatto e con un rimando alla prossima, che si terrà il prossimo 10 dicembre, emerge un segnale chiaro ed inequivocabile: la Banca centrale europea farà di tutto per sostenere l’economia dell’Eurozona.

Christine Lagarde si è data dunque sei settimane, un lasso di tempo che consentirà alla massima istituzione di politica monetaria dell’Eurozona di valutare al meglio gli effetti della seconda ondata della pandemia da Covid-19 ed attuare le giuste contromisure, un lasso di tempo che le permetterà anche di sapere chi sarà il prossimo Presidente degli Stati Uniti e se e quali passi in avanti verranno fatti sul fronte Brexit.

Una scelta saggia, chiara, che non ha ceduto il passo ad alcun tentennamento, tanto da poter affermare che l’ex Presidente del Fondo Monetario Internazionale abbia finalmente preso possesso dell’importante carica che si trova a ricoprire.

L’attuale situazione emergenziale lascia pensare che nella prossima riunione del board vi sarà un nuovo aumento del programma di acquisto di obbligazioni di emergenza, ribattezzato PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme), il quale già ora dispone di ben 1.35 trilioni di euro, programma che, come ribadito da Christine Lagarde in conferenza stampa, durerà fino a giugno 2021 e almeno fino a quando la pandemia non sarà fermata. 

Non dovrebbero invece esserci novità sul fronte del tasso sui depositi, già in territorio negativo: -0.5%.

Dunque, mentre i cittadini europei ancora aspettano di veder concretizzarsi il piano di aiuti ribattezzato Next Generation EU, frutto di lunghe ed estenuanti trattative intercorse tra i leader europei durante la prima ondata, da cui Chistine Lagarde ha detto di aspettarsi grandi cose, a patto che le risorse vengano indirizzate su spesa pubblica produttiva, volta ad accelerare la transizione verso un’economia verde e digitale, accompagnata da politiche strutturali tese a migliorare la produttività – Tutto chiaro, populisti? Niente assistenzialismo e mancette elettorali – la massima autorità di politica monetaria europea già getta le basi su quanto dovrà essere fatto nei prossimi mesi, a riprova di come la lentezza decisionale delle istituzioni politiche europee sia un tema che vada prima o poi affrontato.

Infine, a conclusione della conferenza stampa, nel corso del consueto Q&A, ad una domanda di una giornalista della CNBC riguardo la nuova Strategy Review, annunciata quasi un anno fa, alla luce soprattutto della rivisitazione del target inflazionistico annunciata da Jerome Powell, Presidente della Federal Reserve statunitense, Christine Lagarde ha dichiarato come fosse prematuro parlarne ora ma che nei prossimi mesi ci saranno novità anche in tal senso.

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