Yellen vs Trump
Donald Trump vs Janet Yellen.

“La vendetta è un piatto che va consumato freddo”, così recita un famoso adagio e Janet Yellen, ex Presidente della Federal Reserve, sembra conoscerlo bene.

In un’intervista radiofonica concessa al programma “Marketplace” dell’emittente radiofonica American Public Media, l’ex numero 1 della Fed ha finalmente rotto il silenzio su Donald Trump, l’uomo che preferì sostituirla con Jerome Powell, rompendo così la lunga tradizione che vedeva il nuovo Presidente riconfermare il capo della Banca Centrale eletto dal suo predecessore.

“Dubito che sarebbe persino in grado di dire che gli obiettivi della Fed sono il massimo impiego e stabilità dei prezzi”, questo l’affondo portato dalla Yellen, che ha in altri termini definito l’attuale inquilino della Casa Bianca un emerito incapace.

L’accusa è che Trump voglia utilizzare la Federal Reserve per le sue dispute commerciali, con la Cina in primis, allontanando quindi la Banca Centrale americana dagli obiettivi previsti dal proprio mandato e, di conseguenza, farle perdere credibilità, generando severe ripercussioni nel caso in cui l’economia statunitense dovesse rallentare.

Su questo aspetto Janet Yellen ha poi aggiunto: “Penso che quasi tutti gli economisti siano d’accordo col dire che ridurre il deficit commerciale con gli altri partner non abbia alcuna ragione, non è un obiettivo che la politica dovrebbe ritenere appropriato”, aggiungo io, soprattutto se il tuo Paese ha come moneta il dollaro, la valuta di riserva per antonomasia.

I rapporti tra Trump e Yellen non sono mai stati idilliaci.

Già nel corso della campagna elettorale per le presidenziali del 2016, Trump aveva più volte attaccato l’allora Presidente della Federal Reserve, accusandola di tenere bassi i tassi per favorire l’allora Presidente Barack Obama, colui che l’aveva resa la prima donna a ricoprire questo prestigioso ruolo, e di averli successivamente aumentati, l’indomani della sua elezione, per mettergli a suo dire i bastoni tra le ruote, impedendogli di realizzare la sua agenda economica. Attacchi per altri proseguiti anche nei confronti del suo successore, da lui stesso nominato, Jerome Powell, colpevole di aver proseguito il percorso di normalizzazione della politica monetaria statunitense, iniziato dalla Yellen, e per il quale si era temuto persino il licenziamento.

Yellen ha infine elogiato l’operato del suo successore nonché ex assistente, persino la chiacchierata decisione di allentare per il momento il ritmo di rialzo dei tassi, per molti una reazione ai continui attacchi di Trump.

Insomma, i rapporti tra populisti ed istituzioni sono sempre burrascosi.

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