Ong-Ye-Kung-Singapore

Il Ministro dell’istruzione e membro del consiglio di amministrazione di Monetary Authority of Singapore, Ong Ye Kung

Chi segue questo blog sa che l’abolizione del contante è uno dei miei principali pallini.

A tale tema, qualche tempo fa, dedicai un lungo articolo, in quanto ritengo fermamente che da essa passi il futuro del nostro Paese, la chiave di volta per il suo definitivo rilancio.

Nasce essenzialmente da qui la curiosità di approfondire i tentativi di limitazione del contante messi in piedi in giro per il mondo: cominciai con l’India, il cui Premier Modi si è posto l’obiettivo di modernizzare quella che, da qui a vent’anni, pare destinata a diventare una potenza mondiale, poi il Venezuela, un Paese con enormi potenzialità messo in ginocchio dal regime Maduro, infine la Svezia, la prima economia praticamente cashless.

Oggi invece vi parlerò di Singapore, uno dei principali poli della finanza mondiale.
L’economia asiatica su questo punto sta operando un approccio più liberista e che personalmente condivido. Il suo Governo, infatti, anziché indicare un termine perentorio per l’abolizione del contante – scelta operata esclusivamente per gli assegni, la cui possibilità di utilizzo si chiuderà nel 2025 – è impegnata a creare le condizioni affinché le varie modalità di pagamento disponibili diventino del tutto sostituibili.

Il Ministro dell’istruzione e membro del consiglio di amministrazione di Monetary Authority of Singapore – la banca centrale del Paese asiatico –  Ong Ye Kung, sostiene infatti che “Quando il livello di convenienza e fiducia incrociano un punto critico, l’adozione aumenterà in breve tempo e in modo pervasivo.”

Come non essere d’accordo con lui? Se c’è un motivo per cui i pagamenti elettronici ancora faticano a prendere piede è senza dubbio legato al costo delle commissioni, praticamente azzerati dal punto di vista del cliente, in certi casi ancora proibiti per quanto concerne gli esercizi.




E’ proprio per superare questo limite che lo scorso anno è nata la piattaforma PayNow, la quale, a partire dal prossimo 13 agosto, verrà estesa anche alle società.

Attraverso PayNow, ciascun cittadino può ricevere pagamenti loggandosi sul sito internet della propria banca o attraverso la sua app con il proprio numero di telefono cellulare o il codice NRIC – il nostro codice fiscale – in maniera sicura, pratica ma soprattutto gratuita.

Ad oggi, sono state eseguite ben 1.4 milioni di registrazioni al servizio e quasi 900 milioni di dollari di Singapore (662 milioni di dollari statunitensi) sono stati trasferiti.

Espandendo il servizio anche ai clienti aziendali di 7 delle maggiori banche – DBS, Oversea-Chinese Banking Corp., United Overseas Bank Ltd., Standard Chartered Plc, HSBC Holdings Plc, Malayan Banking Bhd. e Citigroup Inc. – i prelievi di contanti agli sportelli automatici, già diminuiti in un anno di oltre 300 milioni di dollari, dovrebbero ridursi ulteriormente.




La chiave secondo Ong è, da un lato, incrementare la base di utenti in modo da ripartire i costi su una platea sempre maggiore, dall’altro, incoraggiare la concorrenza tra i fornitori di servizi di pagamento digitali al fine di offrire ai consumatori maggiori possibilità di scelta, oltre che garantire che le varie piattaforme possano operare utilizzando un sistema di codici a lettura rapida standardizzato. Tale codice, noto come SG QR, verrà implementato entro la fine dell’anno.

Insomma, cosa stiamo aspettando? Il futuro è qui, a portata di mano.

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APPROFONDIMENTI: “Aboliamo il contante!”