Con 7 voti contro 2, il board ha deciso di lasciare i tassi inalterati a +0.75%, in attesa di capire quali sviluppi i negoziati sulla Brexit avranno sull’economia del Regno Unito.
La Brexit ritratta dall’artista Banksy in uno dei suoi celebri murales.
Quella di ieri è stata una giornata storica per l’Europa.
Il Parlamento europeo, infatti, con 621 voti favorevoli, 49 contrari e 13 astenuti, ha dato il via libera all’accordo che sancisce l’uscita del Regno Unito dall’Unione.
Sin dalla vittoria nella seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti hanno maturato una forte influenza sull’economia mondiale, in particolar modo attraverso la propria valuta, il dollaro.
Con l’avvento di Trump, però, tale influenza ha assunto il carattere della prepotenza, al punto da spingere alcuni leader mondiali, alleati e non, a chiedersi se non sia giunto il momento di costruire un’alternativa all’egemonia finanziaria statunitense.
Nella settimana appena trascorsa è stato diffuso il dato sul surplus tedesco per il 2019: 13.5 miliardi di euro, il più alto di sempre.
Quello del surplus commerciale tedesco è un tema interessante, già affrontato in maniera – credo – esaustiva dal sottoscritto in un articolo di qualche anno fa e che, per una maggiore comprensione di quanto seguirà, vi invito a rileggere.
Alcuni mesi orsono, il pensiero comune tra gli economisti era che il 2020 sarebbe stato l’anno dello scoppio di nuova crisi economica. Tale previsione nasceva da un’assunzione piuttosto semplice: siamo di fronte al ciclo di espansione economica più lungo della storia: se il benchmark sono gli Stati Uniti, ci troviamo di fronte a ben 126 mesi di crescita ininterrotta (da giugno 2019); tenendo fede alla teoria del ciclo economico, l’alternanza di un periodo di espansione ad uno di crisi sarebbe inevitabile ed è chiaro quindi che, più il primo si protrae, più crescono le possibilità che il secondo sia dietro l’angolo.
Sebbene sia difficile predire esattamente quando la prossima crisi arriverà
“C’è una cosa sulla quale gli economisti tendono a sbagliare continuamente: fare previsioni sul futuro.“, eppure, da che mondo è mondo, provare a predire il futuro non ha mai smesso di affascinare gli essere umani, figuriamoci i seguaci della scienza che si basa per antonomasia sulle aspettative.