Inflazione, Erdoğan fa marcia indietro.

Hafize Gaye Erkan, Governatore di TCMB (Türkiye Cumhuriyet Merkez Bankası)

Chi mi legge da qualche tempo sa che le strategie di politica monetaria di Recep Tayyip Erdoğan hanno sempre attirato la mia attenzione.

Il motivo? Il loro essere agli antipodi con quanto la dottrina afferma da ormai mezzo secolo e, nello specifico, l’ostinarsi a voler invadere un campo, quello della politica monetaria, dal quale chi ricopre incarichi politici ed è dunque responsabile della politica fiscale dovrebbe tenersi lontano.

(altro…)

Bank of Japan, i tempi sono maturi?

Kazuo Ueda, Governatore di Bank of Japan.

Dall’ultima riunione di Bank of Japan – l’avevo scritto nel mio precedente articolo – ci si aspettava qualche novità, così è stato: Kazuo Ueda, Governatore di BoJ, ha annunciato l’introduzione di maggior flessibilità nella politica monetaria nipponica, fissando all’1%, rispetto al precedente 0.5%, il nuovo punto di riferimento per i rendimenti del JBG – l’equivalente del nostro BTP – decennale.

(altro…)

Che succede all’Asia?

Il dollaro forte, l’economia cinese che stenta a ripartire e il prezzo del petrolio in aumento.

Sono queste le tre variabili che stanno influenzando le performance delle economie asiatiche, da quelle emergenti del sud-est asiatico fino al Giappone, le cui rispettive valute stanno subendo un forte deprezzamento rispetto al biglietto verde.

Sì, perché benché la spirale inflazionistica sia giunta anche in Oriente, lo ha fatto con un timing e un tenore diverso rispetto a quanto osservato negli Stati Uniti e in Europa: in ritardo e a ritmi meno sostenuti, senza contare che, almeno per quanto riguarda gli emergenti, le banche centrali hanno tendenzialmente un target meno stringente rispetto al “dogma occidentale” del 2%, mentre Bank of Japan, che ha combattuto con esiti alterni decenni di deflazione, aveva visto di buon occhio un discostamento più accentuato verso l’alto del costo della vita.

(altro…)

Aumento dei tassi, raggiunto il picco?

Dagli ultimi meeting delle principali banche centrali del mondo è emersa una view piuttosto omogenea: l’economia mondiale sta rallentando e con essa l’inflazione, dunque, non saranno necessari ulteriori aumenti dei tassi per spingerla verso i rispettivi target.

Ciò però non vuol dire che, come invece aveva ipotizzato qualche addetto ai lavori, da qui a qualche mese ci sarà un’inversione di tendenza e che, dunque, all’incessante aumento dei tassi registrati nell’ultimo anno e più, seguirà un repentino allentamento.

(altro…)

Elezioni in Polonia, la Banca Centrale scende in campo.

Adam Glapinski, Governatore di National Bank of Poland.

Nella giornata di ieri, National Bank of Poland ha annunciato il taglio del tasso di riferimento di 75 punti base, portandolo dal 6.75% al 6%, nonostante il tasso di inflazione sia ancora ad un livello piuttosto alto (intorno al 10%) e dunque lontanissimo dal target fissato dall’Istituzione al 2,5%.

Si tratta del primo taglio dal maggio del 2020.

Una decisione assai discutibile, che avviene alla vigilia di un passaggio elettorale importante per la Polonia, il tentativo da parte del partito conservatore di mantenere la guida del Paese per un terzo storico mandato, e che rappresenta, di fatto, la discesa in campo della Banca Centrale a suo sostegno.

(altro…)

BRICS, quale futuro?

Era il 2001 quando un economista di Goldman Sachs, Jim O’Neill, coniò il termine “BRIC” in un paper che si occupava di analizzare la crescente importanza geopolitica ed economica che Paesi quali Brasile, Russia, India e Cina – da cui l’acronimo – avrebbero assunto da qui a qualche decennio, si ipotizzava entro il 2050.

L’idea di realizzare un asse, un forum, tra questi nuovi aspiranti attori della scena mondiale arrivò più tardi, era il 2009, a cui seguì, un anno dopo, l’invito a partecipare al Sud Africa, che comportò l’aggiunta di una “S” e dunque la creazione dell’acronimo “BRICS”, tutt’ora in uso.

(altro…)