Christine Lagarde, Presidente della Banca Centrale Europea.
Proprio così, Christine Lagarde, nella consueta riunione mensile del board della BCE tenutasi ieri, ha alzato ancora la posta: il programma di acquisti emergenziale di titoli del tesoro ribattezzato PEPP (Pandemic emergency purchase programme), inaugurato appena due mesi fa, viene esteso in volume (+600 miliardi per complessivi 1,35 trilioni di euro) e in durata (almeno fino a giugno 2021 rispetto al fine 2020 precedentemente ipotizzato).
Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea.
Il discorso pronunciato ieri dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, concernente la proposta dell’organo esecutivo europeo sul cosiddetto “Recovery Fund”, rischia seriamente di finire sui libri di storia, segnando, finalmente, un deciso cambio di passo da parte dell’Istituzione verso una progressiva unione fiscale, condizione indispensabile per la costituzione dei tanto sognati “Stati Uniti d’Europa”.
Christine Lagarde, Presidente della Banca Centrale Europea.
È una Christine Lagarde diversa dal solito quella andata in scena ieri durante la consueta conferenza che segue la riunione mensile del board della Banca Centrale Europea.
La Presidente della BCE è infatti apparsa ansiosa, molto concentrata nella scelta delle parole e, per questo, eccessivamente ingessata nella lettura dei fogli che aveva davanti, riducendo al minimo qualsiasi velleità di parlare a braccio.
A distanza di un mese dalla decisione della Federal Reserve di rendere il quantitative easing illimitato, Bank of Japan, nella riunione del board tenutasi ieri, decide di intraprendere la medesima strada, allo scopo di sostenere gli sforzi del Governo nel salvare l’economia nipponica dagli effetti del coronavirus.
Il Presidente dell’Eurogruppo, il portoghese Mário Centeno.
Nella serata di ieri, dopo una lunga e travagliata trattativa, i ministri delle finanze europei hanno finalmente raggiunto un accordo sulle misure da adottare per contrastare gli effetti del coronavirus sull’Eurozona.
L’ex Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi.
Se non ora, quando?
Così concludevo il mio ultimo articolo sull’opportunità che il coronavirus stava indirettamente dando all’Europa per diventare finalmente quella sognata dai padri fondatori.
Ed è esattamente la stessa domanda che mi pongo quando si vocifera sull’eventualità di Mario Draghi come nuovo Premier del Governo italiano: se non ora, quando?