A distanza di un mese dalla decisione della Federal Reserve di rendere il quantitative easing illimitato, Bank of Japan, nella riunione del board tenutasi ieri, decide di intraprendere la medesima strada, allo scopo di sostenere gli sforzi del Governo nel salvare l’economia nipponica dagli effetti del coronavirus.

Tale decisione ha un significato simbolico più che pratico, in quanto al momento non appariva necessario innalzare l’acquisto di bond del Tesoro al di sopra della precedente soglia, fissata a 80.000 miliardi di yen annui.

Ciò nonostante, la decisione del Governatore Haruhiko Kuroda avrà l’effetto di sgomberare il campo da ogni preoccupazione degli investitori circa l’equilibrio tra domanda ed offerta sul mercato dei titoli, consentendo così al Premier Shinzo Abe di ottenere maggiori risorse – si ipotizza un budget supplementare del valore di 240 miliardi – nel caso gli effetti del coronavirus dovessero produrre effetti peggiori di quanto previsto.

Conferme invece per il tasso di sconto di riferimento che resta a -0,1%.

La Borsa di Tokyo ha reagito positivamente alle decisioni di BoJ con un rialzo del 2.7%, trascinando su terreni positivi anche le borse europee, mentre lo yen si è rafforzato rispetto al dollaro.

Kuroda, nel corso della conferenza stampa, ha tenuto a precisare che la nuova misura non equivale a sottoscrivere debito pubblico illimitatamente ma soltanto che l’Istituzione acquisterà la quantità di bond necessaria alla ripresa, aggiungendo che, come ovvio che sia, l’estensione del QE non sarà permanente e durerà finché il target inflazionistico del 2% non verrà raggiunto.

Oltre a ciò, BoJ si è impegnata a triplicare la quantità di obbligazioni societarie e commercial paper acquistabili, provando così ad alleviare i problemi di finanziamento delle grandi aziende.

Per aiutare le piccole e medie imprese, invece, BoJ ha alleggerito le regole di accesso al credito, consentendo alle banche commerciali di accedere al suo programma di liquidità e quindi incrementare i prestiti a tale tipologia di imprese. Per le banche commerciali che aumentano il saldo dei prestiti alle PMI, BoJ offrirà un tasso di interesse dello 0,1% come incentivo.

Si tratta di misure in linea con quanto già osservato negli Stati Uniti e in Eurozona.

In conclusione, Bank of Japan ha fortemente ridimensionato le sue previsioni di crescita economica, prevedendo una contrazione dal 3% al 5% per l’anno fiscale appena iniziato, anche se l’economa dovesse rimbalzare prima della fine dell’anno. Segno meno anche per il tasso di inflazione, da -0,3% a -0,7%. Ciò nonostante, Kuroda non prevede un ritorno alla deflazione o comunque un calo dei prezzi per un lungo periodo di tempo, ipotizzando una loro risalita già dal 2021.

Questa settimana si riuniscono anche i board della Federal Reserve (oggi) e della BCE (domani), vedremo se e quali correttivi intenderanno apportare per supportare i Governi nella dura lotta al coronavirus.

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