Jerome Powell-Fed
Il Presidente della Federal Reserve statunitense, Jerome Powell.

Nella giornata di ieri la Federal Reserve ha attuato il terzo taglio dei tassi di 25 punti base dell’anno, portandolo all’intervallo 1.5%-1.75%.

Decisione ampiamente prevista dagli osservatori, i quali, come lasciato intendere dallo stesso Jerome Powell nel corso della conferenza stampa, prevedono a questo punto un periodo di pausa, in quanto viene ritenuta l’attuale posizione di politica monetaria appropriata all’andamento dell’economia statunitense.

Essa, infatti, continua a far registrare buone performance interne (crescita all’1.9%, disoccupazione, ai minimi da 50 anni, al 3.5% ed inflazione all’1.7%, prossima al target del 2%) relegando l’incertezza esclusivamente a fattori esterni, su tutti la guerra commerciale con la Cina e la Brexit, che per altro sembrano avviarsi verso dei buoni compromessi, destando dunque meno preoccupazioni rispetto al passato.

L’impressione quindi è che la Fed, con questo taglio, salvo nuovi scossoni internazionali – a tal proposito Powell ha ribadito di non voler far ricorso ad una forward guidance, strumento utile per la gestione delle aspettative inflazionistiche – abbia concluso questo mini ciclo di politica monetaria accomodante, arrivato, come osservabile dal grafico che segue, dopo ben nove rialzi dei tassi da dicembre 2015.


source: tradingeconomics.com

Powell ha inoltre tenuto a chiarire il processo di l’acquisto di titoli osservato nelle ultime settimane ha una funzione puramente tecnica – nulla a che vedere con un nuovo quantitative easing – al fine di garantire il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria e che l’espansione del bilancio della Fed, sul quale il suo predecessore, Janet Yellen, aveva previsto un piano di normalizzazione, poi messo in standby dal suo successore, dovrebbe interrompersi nel secondo trimestre del 2020.

L’obiettivo al momento pare quello di far tornare il livello delle riserve in un intervallo compreso tra i 1.450 ed i 1.500 miliardi di dollari, soglia considerata necessaria per un adeguato funzionamento del mercato monetario.

Non mi resta a questo punto che darvi appuntamento alla prossima riunione della Fed, fissata per l’11 dicembre, riunione che, per le ragioni suddette, non dovrebbe riservare sorprese.

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