Se le imprese si verificassero sempre, non si definirebbero tali, non staremmo, per esempio, ancora a ricordare l’epica battaglia delle Termopili del 480 a.c., dove 300 spartani riuscirono a ritardare la corsa dell’esercito di Serse permettendo al popolo greco di non finire sotto l’egemonia persiana.

Una premessa va fatta: le imbarcate nel calcio moderno sono all’ordine del giorno, lo stesso Bayern, pochi mese orsono, fu estromesso dalla Champions con un netto 0-4 ad opera del Real Madrid. A mio avviso, quindi, il risultato, seppur rievochi la serataccia di Manchester, è marginale; ciò che davvero è importante sottolineare è che il divario delle nostre squadre nei confronti delle big europee è ancora ampio, nonostante tv e giornali vogliano farci credere il contrario.

Di errori sicuramente ne sono stati commessi, sia nella preparazione della gara, probabile che si sia peccato di presunzione nel ritenersi all’altezza di questo Bayern, sia nel rettangolo di gioco, nonostante l’approccio, a mio avviso, non sia stato affatto male. Aldilà di questo, la Roma resta un’ottima squadra, gioca un calcio di respiro europeo ma, la rosa giallorossa, se paragonata a quella del Bayern, risulta essere imbarazzatamente inferiore: da un lato, abbiamo buona parte della squadra che ha trionfato agli ultimi Mondiali con l’aggiunta di individualità importantissime, su tutte quella di Arjen Robben, dall’altro, accanto a giocatori di spessore quali Totti, De Rossi e Pjanic, altri sicuramente non all’altezza del massimo palcoscenico europeo quale è la Champions; mi riferisco soprattutto a De Sanctis, colpevole su almeno 3 dei 7 gol incassati, ma anche alla coppia centrale, composta da Yanga Mbiwa, che lo scorso anno faticava a giocare con continuità al Newcastle, e da Manolas, ad oggi “solo” un buon prospetto. Non dimentichiamo, poi, che il miglior difensore della Roma nella passata stagione, Benatia, è stato questa estate ceduto proprio ai bavaresi. Altra cosa che non va dimenticata è che la Roma in questa Champions un’impresa l’aveva già compiuta bloccando il Manchester City nella scorsa giornata, anzi, in quell’occasione il risultato era andato anche stretto ai giallorossi per la mole di gioco espresso. In virtù di quel risultato e dell’incomprensibile pareggio degli inglesi rimediato questo pomeriggio a Mosca, i giochi per la qualificazione restano per i giallorossi apertissimi e, con ogni probabilità, saranno loro stessi artefici del proprio destino nell’ultima giornata, dove la squadra di Garcia ospiterà i campioni d’Inghilterra. Ed anche se dovesse andar male, non si potrà rimproverare nulla a questa squadra che, dopo anni bui, è tornata ad essere grande. Un plauso, infine, va fatto all’encomiabile supporto offerto dall’Olimpico: sembrava di essere in uno stadio inglese in cui la fede verso i propri colori prescinde dal risultato del campo.

Concludo questo articolo con una massima di Josè Mourinho, il quale, dopo un pesante 5-0 rimediato al suo primo Clasico dichiarò: “È meglio perdere una partita 5-0 che 5 partite per 1-0”, come dargli torto? In bocca al lupo a questa Roma, con l’auspicio che ci faccia vivere nuove serate come quella dell’Etihad.