Jackson Hole, facciamo il punto.

Haruhiko Kuroda, Janet Yellen e Mario Draghi

Jackson Hole – Da sinistra, Haruhiko Kuroda, Janet Yellen e Mario Draghi, governatori rispettivamente di Bank of Japan, Federal Reserve e Banca Centrale Europea.

Sono i giorni del simposio di Jackson Hole, tradizionale incontro annuale organizzato dalla Federal Reserve di Kansas City nel quale partecipano i principali banchieri centrali del mondo e dove si fa un po’ il punto sugli scenari economici del presente e del futuro. Sfruttando le indicazioni che ci arrivano da Kansas City e quelle derivanti dagli ultimi avvenimenti, proverò a fare altrettanto. (altro…)

L’incertezza Brexit frena ancora Bank of England.

mark comey pensieroso

Un pensieroso Mark Comey, Governatore della Bank of England

L’incertezza che i negoziati sulla Brexit stanno portando al Regno Unito si sta ripercuotendo anche sulle decisioni della Bank of England, la quale, ancora una volta, ha preferito lasciare inalterati i tassi interessi allo 0.25%.

Questa la motivazione addotta dal governatore della BoE, Mark Comey, il quale ha di conseguenza provveduto ad abbassare le stime di crescita del Paese per il 2017 all’1.7%, rispetto all’1.9% iniziale, e per il 2018 all’1.6% contro l’1.7% della precedente stima.

Inalterati anche i programmi di acquisto di obbligazioni sovrane e corporate.

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Brexit, prendono il via i negoziati.

Brexit negotiations-Satoshi Kambayashi-The Economist

La vignetta di Satoshi Kambayashi per l’Economist esprime al meglio l’attuale scenario alla vigilia dell’inizio dei negoziati per la Brexit.

 

Ci siamo, lunedì 19 cominciano ufficialmente i negoziati su Brexit.

Al di là della difficoltà di un accordo che non ha precedenti nella storia, vi sono 3 problematiche a tener principalmente banco. Prima di analizzarle, rivolgiamo per un attimo l’attenzione a come le due parti in causa, Regno Unito ed Unione Europea, ci arrivano. (altro…)

Regno Unito, la debacle di Theresa May.

Theresa May

La Premier inglese, Theresa May.

Si è scritto (ed ho scritto) molto sulla Brexit. Dalla vittoria del fronte del “leave” nel referendum del 23 giugno scorso, tra prese di posizioni scomode ed imprevisti legali, ne sono successe di ogni.

Theresa May – Premier insignito di portare il Regno Unito fuori dall’UE dopo la dimissioni del suo predecessore Cameron – sembrava aver finalmente sistemato tutto, riuscendo persino ad invocare l’Art. 50 del Trattato di Lisbona nei termini auspicati; le occorreva un ultimo passo – in realtà neppure troppo dovuto – quello di ottenere una maggior legittimazione popolare, a suo dire necessaria per affrontare con maggior autorevolezza i negoziati per la Brexit con l’UE. (altro…)

Brexit, la Camera dei Lord si arrende, la Scozia no.

Brexit, la Camera dei Lord si arrende, la Scozia no.

A sinistra il Premier britannico Theresa May, a destra quello scozzese, Nicola Sturgeon.

La Camera dei Lord ce l’aveva messa tutta per provare a mettere i bastoni tra le ruote alla Brexit, in particolare attraverso due emendamenti: il primo, mirava ad impegnare l’Esecutivo May a riconoscere, sin da subito, il diritto dei cittadini europei residenti nel Regno Unito (altro…)