Cosa ci riserverà il 2018?

2018

C’è poco da girarci intorno, agli esseri umani piace fare previsioni, a maggior ragione agli albori di un nuovo anno. Se è vero che solo chi fa previsioni può sbagliarle, è anche vero che, in un mondo globalizzato come quello in cui viviamo, dove un qualsiasi avvenimento può sortire effetti importanti sul resto del mondo, azzeccarne qualcuna è pressoché impossibile. (altro…)

Brexit, la grana Gibilterra.

Theresa-May-Gibilterra

Theresa May alle prese con la nuova grana Gibilterra.

Le sventure per il Regno Unito sembrano non avere fine.

Dopo il faticoso accordo raggiunto su Brexit, condizione reputata essenziale dall’Unione Europea per dare luogo alla fase 2, quella concernente la rinegoziazione degli accordi commerciali tra UE e Regno Unito, accordo che ha visto la Premier inglese Theresa May cedere praticamente ad ogni richiesta dei Ventisette, ecco una nuova grana per i sudditi di Sua Maestà: Gibilterra. (altro…)

Fed, Yellen lascia con un’ultima stretta monetaria.

Janet-Yellen

L’ultimo saluto di Janet Yellen, Presidente uscente della Federal Reserve.

Come ampiamente previsto e, per altro, da tempo annunciato, la Fed, nella giornata di ieri, ha attuato il terzo aumento dei tassi per quest’anno, portandoli all’1.50% o, meglio, dato che la Federal Reserve americana, a differenza della BCE, non dà un valore puntuale bensì un intervallo, all’1.25-1.50%.

Decisione non unanime ma con una buona maggioranza: 7 voti contro 2.

Prosegue dunque senza intoppi la normalizzazione della politica monetaria statunitense, nonostante gli scossoni dati da Trump negli ultimi mesi: prima, con la nomina di Jerome Powell come successore di Janet Yellen alla guida della Fed, poi, con la tanto chiacchierata riforma fiscale, che avrà il compito di dare attuazione al fortunato slogan della sua campagna elettorale “Make America Great Again”, dopo un anno di stasi sul fronte interno.

Poche le novità fornite da Yellen – lecito, da un Presidente uscente – che ha pressoché confermato le indicazioni degli ultimi board: investimenti in ripresa, aumento dei consumi moderato, mercato del lavoro solido e tasso d’inflazione ancora distante dal target.

Proprio su questi due ultimi due punti, mercato del lavoro e tasso di inflazione, la Yellen ha praticamente confermato l’allentamento del vincolo tra le due grandezze, asserendo che “La nostra conoscenza dee forze che guidano l’inflazione è imperfetta”, argomento da me trattato in uno dei miei ultimi pezzi dal titolo “Nesso tra inflazione e disoccupazione: ancora esistente?”.




Vi lascio con la road map che la Fed dovrebbe seguire nei prossimi anni:

  • 3 rialzi da 0.25 punti percentuali per il 2018, in modo da portare i tassi al 2-2.25%.
  • 2 nel 2019, per raggiungere il 2.50-2.75%.
  • 2 nel 2020, con il costo del denaro portato a 3-3.25%.

Ciò lascia intendere che il tasso neutrale, confermato al 2.75%, dovrebbe essere raggiunto nel giro di due anni, Trump permettendo…

Come al solito, nel caso abbiate trovato quest’articolo interessante, vi chiedo gentilmente di condividerlo e regalare un “mi piace” alla mia pagina Facebook. In aggiunta, inserendo la vostra mail nell’apposito spazio, potrete iscrivervi al blog: sarete avvisati ogni qual volta verrà pubblicato un nuovo contenuto. Grazie per l’attenzione, alla prossima.

SalvaSalva

Brexit, accordo raggiunto!

Tweet Martin Selmayr

Fumata bianca. Il tweet di Martin Selmayr, capo di gabinetto di Jean Claude Juncker, che preannunciava il raggiungimento dell’accordo tra Regno Unito e UE su Brexit.

Stamattina, come al solito, appena sveglio, ho acceso lo smartphone e la prima notifica a comparirmi sul display è stata quella di Bloomberg, la quale annunciava il raggiungimento dell’accordo tra Regno Unito ed Unione Europea su Brexit.

Immediatamente ho provato a capirci di più e, attraverso il consueto giro di siti delle principali testate nazionali ed internazionali, ho scoperto che, in fondo, nella sostanza, rispetto all’ultimo mio articolo “Brexit: via libera all’intesa economica, il primo passo è compiuto.”, poco era cambiato, se non la presa di coscienza da parte del Regno Unito di dover accettare ogni richiesta avanzata dall’UE, epilogo, fin troppo prevedibile.

(altro…)

Brexit: via libera all’intesa economica, il primo passo è compiuto.

Barnier-brexit

Michel Barnier, il responsabile UE per i negoziati sulla Brexit.

Il primo passo verso Brexit sembra compiuto.

Da quanto si apprende dal Financial Times e dal Daily Telegraph, le estenuanti trattative tra Regno Unito e Unione Europea avrebbero finalmente portato ad un primo, faticoso, accordo di massima, quello concernente l’ammontare che il Governo di Theresa May dovrà versare ai Paesi europei per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione, tema considerato dai leader europei propedeutico a qualsiasi altra discussione. (altro…)

Nesso tra inflazione e disoccupazione: ancora esistente?

Grafico raffigurante la curva di Phillips

Come evidenziato da questo grafico tratto dall’Economist, a differenza che in passato, il rapporto di casualità inversa tra tasso di inflazione e tasso di disoccupazione sembra stia venendo a mancare.

Uno dei temi ricorrenti nei dibattiti di politica monetaria è senza dubbio il tasso di inflazione obiettivo che, per la dottrina economica dominante, deve essere fissato ad un valore prossimo al 2%, in quanto esso rappresenterebbe un segnale dello stato di buona salute di un Paese.

Una moderata inflazione, infatti, funge da lubrificante per gli ingranaggi del sistema economico: favorisce i consumi, quindi l’occupazione e la produzione, instaurando, dunque, quello che potremmo definire il circolo virtuoso dell’economia. Inoltre, un moderato tasso di inflazione produce effetti positivi anche nei Paesi con elevati stock di debito, in quanto ne provoca “silenziosamente” l’erosione. (altro…)