La riunione del board della Federal Reserve tenutasi ieri non ha portato cambiamenti di sorta nella politica monetaria statunitense, con i tassi che con decisione unanime restano fermi all’intervallo 2.25%-2,50%, a sottolineare come la parola chiave dell’azione del Governatore Jerome Powell in questo periodo sia “pazienza”.
Ci è voluto un vertice di ben 7 ore, protrattosi fino a tarda notte, per diramare una nuova scadenza per Brexit, il 31 ottobre, proroga che è arrivata ad appena un giorno dal precedente termine fissato per il 12 aprile.
In questa foto il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, sembra dire al pubblico in sala: “Fermi tutti, dell’accordo su Brexit non se ne fa più niente!”
Dopo le 3 bocciature al Piano May e i successivi “No” alle 12 proposte (8 avanzate il 27 marzo e 4 il 1 aprile) presentate dallo stesso Parlamento, è finalmente arrivato un “Sì” ad una mozione su Brexit, quella della parlamentare laburista Yvette Cooper, avente per oggetto la volontà di scongiurare il “No deal”, ossia l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza un accordo, aka “Hard Brexit”.
Sono trascorsi circa due mesi dal mio ultimo articolo su Brexit.
Non che di cose in questo lasso di tempo non ne siano successe, anzi, solo che, come manifestato in un recente post sulla mia pagina Facebook – a proposito, se vi va, seguitemi – la situazione ha assunto, e sta assumendo, dei contorni così complessi e, per certi versi – perdonerete l’espressione – tragicomici, da comportare un’analisi più accurata e complessiva della semplice riproposizione delle singole notizie.
Quest’articolo ha l’obiettivo di fare il punto su quanto accaduto nelle ultime settimane, provando infine a tracciare i possibili sviluppi, senza però alcuna presunzione di offrire una soluzione definitiva, anche perché, come scoprirete leggendo queste righe, una soluzione pare non esserci.
E’ di questi giorni la notizia secondo cui Deutsche Bank e Commerzbank, i due più grossi istituti di credito tedesco, starebbero per fondersi, creando, dopo l’inglese HSBC e la francese BNP Paribas, con un patrimonio di circa 1.8 trilioni di euro, la terza banca più grande d’Europa.