
Ci è voluto un vertice di ben 7 ore, protrattosi fino a tarda notte, per diramare una nuova scadenza per Brexit, il 31 ottobre, proroga che è arrivata ad appena un giorno dal precedente termine fissato per il 12 aprile.
Ha vinto la linea Merkel, più collaborativa e dialogante, rispetto all’intransigenza mostrata dal Presidente francese, Emmanuel Macron, desideroso di chiudere questa annosa disputa nel più breve tempo possibile.
“La data del 31 ottobre ci protegge perché o c’è un accordo, o decidono di ritirare la Brexit o il no-deal resta un’opzione”, ha dichiarato il Presidente francese, la cui linea, pur caduta in minoranza, ha ricevuto un importante riconoscimento, quello di impedire che il Regno Unito ottenesse una proroga più lunga – si era parlato di un anno – scongiurando così la presenza di un esponente britannico nella nuova Commissione europea.
Appare invece a questo punto inevitabile la partecipazione dei sudditi di Sua Maestà alle imminenti elezioni europee, in programma, vi ricordo, dal 23 al 26 maggio, eventualità che Theresa May proverà fino all’ultimo a scongiurare riprendendo, nei prossimi giorni, i colloqui con il leader laburista, Jeremy Corbyn. L’ipotesi più probabile a questo punto pare essere la partecipazione di Londra alle elezioni, salvo poi consentire la decadenza dei parlamentari britannici eletti a divorzio ultimato.
Tirando le somme, Theresa May ha tempo fino al 31 ottobre per far piacere al Parlamento inglese l’accordo che quest’ultimo già bocciato per tre volte.
Ci riuscirà? Staremo a vedere, per il momento i vertici europei vogliono crederci, glissando sulle domande dei cronisti concernenti eventuali nuovi rinvii.
Per quanto mi riguarda, resto convinto sulla necessità di nuove elezioni Oltremanica.
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