La scorsa settimana è stata contrassegnata dall’improvvisa ascesa borsistica di alcune aziende i cui business erano caratterizzati da un elevato short interest, ossia da scarse prospettive future, su tutte GameStop Corp., che ha visto il valore delle proprie azioni impennarsi in poco meno di un mese del 1.600%, frutto del passaparola sul canale “WallStreetBets” del social network Reddit, causando enormi perdite tra gli hedge fund, in particolare di Melvin Capital Management, che avevano scommesso al ribasso sulla famosa azienda statunitense specializzata nella vendita retail di videogiochi, da tempo in difficoltà a causa della forte crescita del mercato digitale, acuito dalla pandemia, e che rischia seriamente di ripercorrere il triste destino toccato a Blockbuster, la storica catena di vendita e noleggio di dvd spazzata via dai servizi streaming quali Netflix.
Secondo la narrazione dei media generalisti abbiamo assistito all’ennesimo capitolo della guerra tra popolo ed élite, alla vendetta dei piccoli risparmiatori sugli squali di Wall Street, le cose però sono più complesse di così e in questo articolo proverò a spiegarlo.
Tesla Inc. è un’azienda automobilistica che produce veicoli elettrici, fondata nel 2003 da un gruppo di ingegneri della Silicon Valley (Martin Eberhard, Marc Tarpenning, Elon Musk, JB Straubel e Ian Wright). Deve il suo nome a Nikola Tesla, il quale, nel 1888, brevettò il motore a induzione con corrente alternata.
La crescente attenzione da parte dell’opinione pubblica verso i temi ambientali, nonché la forte spinta tecnologica dell’azienda – nel 2015 la rivista Forbes l’ha eletta l’azienda più innovativa al mondo – ha portato Tesla ed il suo CEO, l’istrionico Elon Musk, a diventare dei fenomeni globali.
Il prossimo 21 dicembre Tesla entrerà a far parte del principale indice azionario di Wall Street,l’S&P 500, l’indice che racchiude le 500 società a più alta capitalizzazione quotate alla borsa di New York, scalzando Apartment Investment, una svolta importante per un’azienda che, fino a pochi anni fa, veniva considerata una startup con i conti in disordine e, dunque, dal futuro incerto.
Tale svolta ha spinto gli addetti ai lavori ad interrogarsi su quale sia il reale valore delle azioni Tesla, in altre parole, siamo di fronte all’ennesima bolla di Wall Street o l’azienda di Elon Musk saprà mantenere la quotazione monstre raggiunta in questi mesi?
Slack è una piattaforma di business communication creata nel 2013 dall’omonima azienda, Slack Technologies, con l’obiettivo di rendere obsolete le mail in ambito lavorativo, riuscendo a diventare, nei giro di pochi mesi, uno dei software aziendali a più rapida crescita di tutti i tempi. Nel 2015, infatti, a soli 18 mesi dal lancio, Slack poteva già vantare oltre 1 milione di utenti giornalieri, una cifra fino ad allora inaudita nell’ambito del software aziendale.
SoftBank è un’azienda di telecomunicazioni giapponese al cui vertice vi è Masayoshi Son, un istrionico imprenditore giapponese, il quale deve gran parte della sua reputazione all’acquisizione nel 2000 di un’importante partecipazione (34%) in Alibaba, un tempo start-up cinese dell’e-commerce, oggi la società con la più alta capitalizzazione di mercato alla borsa di Hong Kong, e che ha dichiarato di voler diventare il Warren Buffet dell’hi-tech.
E’ di questi giorni la notizia secondo cui Deutsche Bank e Commerzbank, i due più grossi istituti di credito tedesco, starebbero per fondersi, creando, dopo l’inglese HSBC e la francese BNP Paribas, con un patrimonio di circa 1.8 trilioni di euro, la terza banca più grande d’Europa.
“Lacoste x save our Species”, il logo ufficiale dell’iniziativa.
Chi non conosce Lacoste, uno dei brand più iconici dello sportswear francese, noto soprattutto per le sue polo senza tempo, caratterizzate da quel coccodrillo ricamato sul petto.
Nata nel 1933 da un’idea del tennista francese Renè Lacoste, il quale, negli anni ’20, con il suo talento si rese protagonista di numerose vittorie nei tornei del Grande Slam (5 vittorie agli Internazionali di Francia, 3 vittorie a Wimbledon e 2 vittorie agli U.S. Championships) e della storica vittoria del 1927, in partnership con Jacques Brugnon, Henri Cochet e Jean Borotra, ribattezzati i “quattro moschettieri”, in cui i francesi strapparono la Coppa Davis agli americani, confermandosi per ben 6 stagioni consecutive. (altro…)