Tesla Inc. è un’azienda automobilistica che produce veicoli elettrici, fondata nel 2003 da un gruppo di ingegneri della Silicon Valley (Martin Eberhard, Marc Tarpenning, Elon Musk, JB Straubel e Ian Wright). Deve il suo nome a Nikola Tesla, il quale, nel 1888, brevettò il motore a induzione con corrente alternata.

La crescente attenzione da parte dell’opinione pubblica verso i temi ambientali, nonché la forte spinta tecnologica dell’azienda – nel 2015 la rivista Forbes l’ha eletta l’azienda più innovativa al mondo – ha portato Tesla ed il suo CEO, l’istrionico Elon Musk, a diventare dei fenomeni globali.

Il prossimo 21 dicembre Tesla entrerà a far parte del principale indice azionario di Wall Street, l’S&P 500, l’indice che racchiude le 500 società a più alta capitalizzazione quotate alla borsa di New York, scalzando Apartment Investment, una svolta importante per un’azienda che, fino a pochi anni fa, veniva considerata una startup con i conti in disordine e, dunque, dal futuro incerto.

Tale svolta ha spinto gli addetti ai lavori ad interrogarsi su quale sia il reale valore delle azioni Tesla, in altre parole, siamo di fronte all’ennesima bolla di Wall Street o l’azienda di Elon Musk saprà mantenere la quotazione monstre raggiunta in questi mesi?

Proviamo a capirlo insieme.

La notizia dell’ingresso del titolo Tesla nell’S&P 500 è dello scorso 16 novembre. Dall’inizio del 2020 sino a tale data, il prezzo delle azioni di Tesla è aumentato del 400%, da 83,67 $ a 408,09 $. Gran parte di tale ascesa è coincisa dal circolare delle prime speculazioni, in marzo, sulla possibilità che ciò potesse verificarsi. Dalla data dell’annuncio fino ad oggi, 18 dicembre, inoltre, il prezzo delle azioni di Tesla è ulteriormente aumentato sino a $ 649,11 (+59%). Si tratta di un aumento di otto volte rispetto al minimo di marzo.

Performance del titolo Tesla Inc. (TSLA) a Wall Street da inizio anno.

Il comitato dell’indice S&P, data l’enorme capitalizzazione di Tesla, oltre 620 miliardi di dollari, aveva persino paventato la possibilità di un ingresso graduale del titolo, scindendolo in due tranche. Tale ipotesi è stata poi accantonata lo scorso primo dicembre, generando un ulteriore +10% del titolo nella successiva settimana, facendo di Elon Musk il secondo uomo più ricco del mondo, dietro solo al fondatore e CEO di Amazon, Jeff Bezos.

Tesla farà dunque il suo ingresso nell’S&P500 in qualità di titolo con più alto valore della storia dell’indice, sia per rango, dovrebbe rappresentare la sesta società in termini assoluti, sia per capitalizzazione di mercato, come detto, oltre 600 miliardi di dollari.

Un ingresso così maestoso sortirà anche sostanziali aggiustamenti tra gli ETF (Exchange Traded Funds), ossia quei fondi passivi che cercano di replicare l’indice: è chiaro, infatti, che i fondi di investimento che detengono tali strumenti avranno necessità di acquistare azioni Tesla, anzi, molti acquisti in tal senso saranno già stati compiuti, e specularmente, altri titoli saranno venduti per importi equivalenti. L’ammontare complessivo di tali operazioni dovrebbe assestarsi sui 220 miliardi di dollari.

A questo punto, dopo aver sviscerato qualche numero per meglio comprendere il fenomeno, credo sia il caso di cominciare a provare a rispondere al quesito posto in apertura di questo articolo: Tesla è una bolla oppure no?

Per farlo occorre innanzitutto cercare di capire che tipologia di azienda abbiamo di fronte: Tesla è una semplice casa automobilistica, alla stregua di Volkswagen, Toyota e Fiat Chrysler, un’azienda tecnologica, tipo Apple, o qualcosa di diverso e ancor più ampio? Su questo punto l’opinione degli addetti ai lavori è molto diversa, basta osservare l’obiettivo di prezzo del titolo: Goldman Sachs lo fissa a 780$, Morgan Stanley a 540$ mentre JP Morgan Chase a soli 90$.

Una differenza di prezzo enorme, da cui probabilmente dipenderà il destino di tanti investitori.

Capitalizzazione di mercato: Tesla vs All (Tesla da sola vale più dei primi nove costruttori automobilistici)
Fonte: Research Affiliates

Considerando Tesla una semplice azienda automobilistica, la sua valutazione, circa due volte quella di Toyota e Volkswagen messe insieme, mal si sposa con i 22 milioni di veicoli venduti dalle due case nello scorso anno, contro i “soli” 500mila della casa di Musk. Se invece puntiamo l’attenzione sugli utili, si scopre che Tesla è diventata redditizia soltanto nel 2020 e che i margini lordi su ciascun auto venduta sono assai simili a quelli ottenuti dai leader del settore prima citati.

Fonte: Research Affiliates

Sembra dunque chiaro che qualcosa non torni, lo stesso Musk, lo scorso maggio, affermò che il prezzo delle azioni Tesla era troppo elevato. L’impressione è che gli investitori, più che analizzare gli aspetti contabili, si stiano fidando ciecamente della visione di Musk di rivoluzionare l’industria automobilistica, andando oltre i problemi di produzione, i passi falsi nelle consegne, le perdite crescenti e alcuni discutibili tweet del loro mentore. Non scordiamo che Elon Musk ha alle spalle una lunga storia di startup di successo, da PayPal a The Boring Company, da Neuralink fino a SpaceX.

È indubbio che sul fronte dei veicoli totalmente elettrici, a detta degli stessi competitor, Tesla goda di un enorme vantaggio competitivo ma, affinché la valutazione attuale possa essere veritiera, la società statunitense dovrebbe vendere qualcosa come 100 volte i veicoli che attualmente vende e con margini maggiori rispetto agli attuali; ritenere che un’azienda possa crescere ininterrottamente per almeno un decennio ad un tasso del 50% annuo è fantascienza.

A tutto ciò va aggiunto che, sebbene, come detto, Tesla sia avanti rispetto alla concorrenza, gli altri grandi produttori non stanno certo a guardare.

Per fare degli esempi, Toyota ha intrapreso una joint venture con la cinese BYD, il secondo produttore al mondo di batterie agli ioni di litio, con l’obiettivo di entrare prepotentemente nel mercato cinese e vendere, entro il 2025, 5.5 milioni di veicoli completamente elettrici rispetto agli attuali 500mila. Il gruppo Hyundai si è invece alleata con LG, primo produttore al mondo di batterie, prevedendo di investire, nei prossimi 5 anni, ben 87 miliardi di dollari allo scopo di elettrificare 44 dei suoi modelli. Il gruppo Volkswagen ne investirà invece 33 nei prossimi 3 anni col l’obiettivo di vendere un milione di veicoli elettrici e, entro il 2030, acquisire una quota del 40% delle vendite globali del settore. Il gruppo Renault-Nissan prevede di avere 8 modelli di veicoli elettrici entro il 2022 e stima che il 42% dei veicoli totali del gruppo venduti in Europa saranno elettrici entro il 2022. Con riferimento ai costruttori americani, Ford, con un investimento di 11.5 miliardi, prevede di avere entro il 2022 ben 40 modelli elettrici, mentre General Motors arriverà ad elettrificare 20 modelli entro il 2023, annunciando inoltre che tutti i modelli Cadillac, marchio di lusso del gruppo, saranno elettrici entro il 2030. Insomma, la concorrenza è forte ed agguerrita, ogni azienda del settore ha messo in piedi un corposo piano di elettrificazione della propria gamma.

A ciò va aggiunto il forte sostegno dei Governi, sia sul fronte degli incentivi sull’acquisto di nuovi modelli elettrici, sia nello sviluppo di un’infrastruttura capillare atta alla loro ricarica. Del resto, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso i temi ambientali e l’importanza strategica del settore dell’auto per molte economie nazionali spinge gli Esecutivi a non lesinare aiuti.

Tutto ciò fa pensare che Tesla non rimarrà per molto tempo leader del settore dei veicoli elettrici e che il suo apporto, sebbene abbia tremendamente scosso il mercato, non mieterà illustri vittime.

Infine, non dimentichiamo che la transizione verso l’elettrico, nonostante gli importanti investimenti pubblici e privati, non sarà velocissima; ci sono dei limiti legati alla mancanza di infrastrutture, ai tempi di ricarica e all’autonomia dei veicoli, soprattutto quelli di più piccole dimensioni, che non possono essere risolti in breve tempo, i quali, oltre a rallentare l’ascesa di Tesla, stanno dando agli altri costruttori il tempo per perfezionare la propria tecnologia continuando, nel frattempo, a produrre veicoli a combustione.

E se invece considerassimo Tesla un’azienda tecnologica?

Alcuni analisti sostengono che la vendita di auto sia soltanto una delle frecce disponibili all’arco di Tesla e che dunque l’attuale quotazione sia addirittura bassa; qualcuno, come il gestore attivo di fondi Ark Investment Management, si è spinto a dichiarare che il prezzo delle azioni Tesla raggiungerà i 7.000 $ entro il 2024.

L’avvento del 5G dovrebbe spalancare le porte alla guida autonoma, settore dove Tesla sembra avere già un discreto know-how, l’azienda potrebbe inoltre sviluppare una rete di taxi completamente autonoma interferendo nel business di Uber e Lyft. L’infotainment delle Tesla, nettamente superiore a quanto offerto dalle altre case, potrebbe essere un’ulteriore possibilità di business per l’azienda, che potrebbe fornire degli aggiornamenti a pagamento ai propri clienti o sviluppare uno store di app, alla stregua di quanto accade sui nostri smartphone. Un’altra opportunità di business, già accennata da Musk, potrebbe essere quella di offrire in licenza la propria tecnologia ad altre case o lanciarsi nello sviluppo di un’utilitaria, in modo da rendere più accessibile per i consumatori, soprattutto nei mercati emergenti, l’ingresso nel mondo Tesla.

Queste sono le prime idee che mi sono venute in mente, è chiaro che l’interconnessione sempre maggiore tra automobili ed internet porta nuove ed innumerevoli opportunità di business, un po’ come accaduto con l’ingresso di Apple nel mercato dei cellulari, da semplice strumento di telecomunicazione a vero e proprio hub delle nostre vite.

Ad oggi però, per quanto mi riguarda, il titolo Tesla rimane un’enorme bolla, una bolla che già dopo il 21 dicembre è destinata a sgonfiarsi mentre per la sua esplosione, semmai ci sarà, occorrerà aspettare ancora qualche tempo.

Hai trovato interessante quest’articolo?

Condividilo e non dimenticare di iscriverti alla newsletter o di mettere un like alla mia pagina Facebook, in modo da restare sempre aggiornato sulle future pubblicazioni, grazie!