Nella giornata di ieri Apple, nella persona del suo CEO, Tim Cook, ha svelato, nel corso dell’ormai celebre keynote annuale, la nuova linea di prodotti del colosso di Cupertino per quest’anno. Diamo allora uno sguardo a quanto presentato.

Apple Watch.
Niente di realmente nuovo all’orizzonte, comprensibile dato che il prodotto è stato lanciato in tutti i mercati relativamente da poco, se non l’annuncio della data del 16 Settembre in cui verrà reso disponibile l’aggiornamento software denominato watchOS2, che amplierà le possibilità offerte dallo smartwatch di Cupertino attraverso una maggiore apertura agli sviluppatori di terze parti. A questo, vanno aggiunte nuove colorazioni della cassa per la variante “Sport”, disponibile adesso anche in rosa ed oro rosa, e dei cinturini, in particolare una collaborazione con Hermes per la realizzazione di alcuni cinturini in pelle. Presente anche la nuova colorazione rossa, la cosiddetta Product (RED), già conosciuta per altri prodotti, iPod su tutti, i cui ricavi finanzieranno la lotta all’AIDS. Curioso che Cook, a differenza che in passato, non abbia posto l’accento sui dati di vendita, “nascondendosi” dietro ad un tasso del 97% di clienti soddisfatti, appare ormai chiaro che i dati di vendita, per quanto positivi, siano lontani dalle stime trionfalistiche del lancio.
La mia idea su questo prodotto non è molto cambiata: esteticamente bruttino, mancano ancora killer applications in grado di spingere all’acquisto. Va però detto che alcuni passi avanti sono stati fatti, si incominciano a intravedere delle potenzialità date dal maggior supporto di terze parti. Di certo, però, per avere un prodotto “completo”, occorrerà aspettare almeno la seconda generazione.

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Apple TV.
Onestamente non ho mai trovato particolarmente attraente l’Apple TV, anzi, l’ho sempre ritenuto un prodotto quasi inutile al di fuori degli Stati Uniti, castrato dall’assenza di molti servizi offerti oltreoceano. Certo, con il jailbreak poteva avere un senso, ma questo è un altro discorso, anche perché ci sarebbero prodotti ben più flessibili ed economici di quello made in Cupertino. L’unica (vera) utilità nasceva dal mancato supporto del protocollo dlna dei dispositivi della mela a cui essa poteva sopperire. In questo nuova release si è posto l’accento sulle app e sui giochi, fisicamente non presenta grosse novità se non per un nuovo telecomando touch in vetro. Apple, come al solito, ha parlato di rivoluzione, a me non sembra, anche se è probabile che se ben confezionata, data la presenza di uno store apposito e del supporto ai controller, possa raccogliere l’eredità di Wii, ossia la fetta di videogiocatori casual che non intende acquistare PS4 o Xbox One. Inoltre, l’auspicio è che essa dia maggior slancio ai produttori di tv di realizzare interfacce più moderne, processo già in essere con Sony e Phillips che hanno scelto Android, Samsung il suo Tizen, LG Web OS, acquistato da HP qualche anno fa, mentre Panasonic ha optato per Firefox OS. Prezzi in salita, si parte da 149$ per la versione da 32gb che diventano 199 per quella da 64, prevedibile, la vecchia Apple TV ha poco a che vedere con la nuova, che resta però in vendita a 69 $.
Resto scettico per il mancato supporto al 4K, nel 2015 per un dispositivo del genere dovrebbe essere la norma, sicuramente però la mole di memoria messa a disposizione avrebbe dovuto essere nettamente superiore, con conseguente aumento del prezzo finale, senza contare che i contenuti attualmente a disposizione per questa risoluzione siano ancora modesti. Bene invece l’integrazione, anche per questa piattaforma, di Siri, l’assistente vocale che ormai tutti avrete avuto modo di conoscere su iPhone.

iPad.
Mentre per iPad Air 2 non è stato previsto al momento un successore, per quanto concerne iPad Mini è stata annunciata la versione 4, la quale porta in dote per il piccolo tablet un boost prestazionale importante che lo avvicina al fratello maggiore. Entrambi saranno presto equipaggiati da iOS9 che porterà tali dispositivi a livelli di produttività più vicini a quelli offerti dalla concorrenza. Prezzo di apertura altino, 399 euro per la versione 16gb Wi-fi only, ma a queste politiche di prezzo abbiamo ormai fatto le ossa.
E’ innegabile che il settore tablet sia in difficoltà, soppiantato delle soluzioni ibride che uniscono i vantaggi di tablet e portatili, su tutte Surface Pro 3, l’impressione è che Apple abbia voluto, per quest’anno, giocare in difesa.
Non avendo ancora implementato il supporto al touch nel suo sistema operativo desktop, a proposito, la prossima release di OSX, denominata “El Capitan”, verrà lanciato gratis il prossimo 30 Settembre, Apple è corsa ai ripari con un nuovo dispositivo denominato iPad Pro. Il prodotto appare bello, solido, sottile (0.68 cm di spessore) e con un display 2737 x 2048 pixel da 12.9” che dalle prime immagini appare eccellente. Inoltre, Apple, ben conscia dei limiti di produttività dei propri tablet, ha coinvolto software house del calibro di Adobe e Microsoft nella realizzazione di app ad-hoc, allo scopo di rendere più appetibile la sua nuova creazione. Avremo dunque a disposizione delle versioni di Photoshop e Office appositamente concepite per questa soluzione. Sì, avete letto bene, persino gli (ex) arcirivali di Microsoft, con un loro uomo salito sul palco per presentare una versione ad-hoc di Office, almeno all’apparenza davvero ben realizzata. Si tratta a mio avviso di una resa da parte di Apple circa l’inconsistenza della sua suite iWork. A Cupertino si sono resi conto che da quando Microsoft decise alcuni mesi fa di aprire la propria suite Office alle altre piattaforme, essa non si è mai smossa dalla top ten delle app più scaricate. Veniamo però alle dote dolenti: il prodotto verrà lanciato nella sua versione base, da soli 32gb di memoria, non espandibili, a 799 dollari. Appare dunque d’obbligo virare verso la versione da 128gb che sarà venduta rispettivamente a 949 e 1079 dollari per le varianti Wi-fi only e Wi-fi + 4G. Osservando i prezzi e le caratteristiche hardware, ah, dimenticavo, confermati 4gb di memoria RAM, verrebbe da dire “Si può fare”, se non fosse che, messo da parte l’entusiasmo iniziale, ci si accorge si star acquistando un finto portatile, che con Surface Pro 3 ha in comune il solo form factor. iPad Pro non è un portatile travestito all’occorrenza da tablet come Surface Pro 3, ma un tablet travestito da portatile. Esso infatti sarà equipaggiato con iOS9, quindi non un sistema operativo desktop come nel caso di Windows 10 per il Pro 3, con tutte le limitazioni che esso comporta. Non va inoltre dimenticato che iPad Pro non dispone di una comunissima porta usb, non dispone di un ingresso micro sd per espandere la memoria, non supporta il protocollo dlna, insomma, è un iPad enorme che a sua volta è un iPhone enorme. Non basta, la tastiera è opzionale, come nel caso di Pro 3 ma, a differenza della controparte Microsoft, essa non è venduta in bundle con la stylus, che Apple ha ribattezzato “Pencil”. Bisognerà quindi aggiungere, rispettivamente, ulteriori 169 e 99 euro per ottenere tali accessori. Il costo finale dunque lievita ulteriormente e, per quanto questo tablet possa essere ben realizzato, superare ampiamente la soglia psicologica dei mille euro appare francamente una pazzia. A questo prezzo, la concorrenza, nel caso volessimo optare per un dispositivo ibrido, offre di molto meglio a prezzi spesso inferiori, mentre, nel caso volessimo restare in ambito laptop, persino restando in casa Apple, si potrebbe optare per un ben più utile e flessibile Macbook, qualsiasi esso scegliate. Inutile dire che sarò molto curioso di vedere la risposta del mercato. Disponibilità per Novembre.

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iPhone.
Eccoci finalmente giunti all’ospite clou della serata, il dispositivo che nel 2007 rivoluzionò il settore smartphone. Di anni ne sono passati tanti, ad ogni release Apple ha affinato il proprio prodotto ottenendo costantemente un successo clamoroso, pensate che iPhone 6, soprattutto, grazie allo sbarco di Apple in Cina, è stato lo smartphone di maggior successo della mela. L’attesa dunque era tanta anche se le numerose indiscrezioni filtrate nei passati giorni, in aggiunta al fatto che venisse presentata una versione “S”, hanno portato a ben poche sorprese.
iPhone 6s e 6s Plus, nonostante i miglioramenti annunciati dal punto di vista dei materiali, si è parlato di un dispositivo più solido e resistente che dovrebbe mettere fine al famoso bend-gate, appaiono esteticamente del tutto simili ai predecessori. Alle classiche colorazioni già viste su iPhone 6 ne è stata aggiunta una terza, un rosa che dovrebbe strizzare l’occhio alle ragazze. Dal punto di vista hardware i nuovi iPhone puntano su un nuovo modulo fotografico da 12 Megapixel che va a sostituire quello da 8 che su iPhone 6 dava per la verità già ottimi risultati. In ambito fotografico sono state mostrate alcune chicche, una di esse denominata “Live Photo”, che faranno gridare al miracolo solo i fedelissimi Apple, dato che come spesso accade, sono già presenti sulla concorrenza, benché meno pubblicizzate. Arriva finalmente anche il supporto ad i video in 4K anche se, per poterne beneficiare appieno, occorrerà evitare la versione da 16gb, tristemente ancora presente a listino. Non sembrano esserci novità riguardo la risoluzione del display, ancora 720p per iPhone 6s e Full-HD per 6s Plus, quindi distanti dal 2K ormai divenuto la prassi nei top di gamma Android, senza contare il display 4K del nuovo Sony Xperia Z5 Premium. Come al solito, il nuovo iPhone avrà un nuovo processore ancora a 64 bit, denominato A9 e assistito dal coprocessore M9 per la parte fitness, Apple parla di un aumento prestazionale del 70% riguardo la CPU e del 90% per quanto concerne la GPU, numeri che fanno tanta scena ma che lasciano il tempo che trovano, è chiaro che il tutto girerà ottimamente. Piuttosto, pare che i nuovi iPhone montino finalmente 2gb di RAM, al fine di poter beneficiare, si spera, di un vero multitasking. Fa discutere l’indiscrezione secondo la quale la batteria di entrambe le versioni sia leggermente più piccola, già la precedente generazione di iPhone non brillava certo in autonomia, si spera (almeno) in un ulteriore passo in avanti sul fronte dell’ottimizzazione, staremo a vedere. Suscita invece curiosità l’implementazione del cosiddetto “3D Touch”, derivato da Apple Watch, ossia di un touch sensibile alla pressione esercitata, chiaramente spetterà agli sviluppatori rendere quest’idea interessante e non un semplice orpello. Anche il sensore di impronte, il cosiddetto “Touch ID” pare sia migliorato, va detto che già funzionava molto bene, vabbè, come ad ogni presentazione Apple ci racconta che tutto è migliorato a livelli inimmaginabili, quindi non mi dilungherò ulteriormente.
I preordini cominceranno il 12 Settembre mentre la commercializzazione per i primi Paesi avverrà il 25 Settembre. Per l’Italia, non bisognerà ancora attendere qualche mese, non si ha al momento una data ufficiale. Capitolo prezzi: essi dovrebbero restare in linea con quelli dello scorso anno, anche se per l’Italia si vocifera un aumento, non confermato, di 30 euro. Dando uno sguardo a quelli francesi occorreranno 749 euro per la versione da 16gb, 859 per quella da 64gb e 969 euro per quella da 128gb. Per iPhone 6s Plus, invece, occorreranno 100 euro in più per ciascuna versione, quindi 859 per la variante da 16gb, 969 per quella da 64gb e 1079 euro per quella da 128gb. Infine, i vecchi iPhone 6 e 6 Plus, sempre tenendo a riferimento lo store francese, resteranno in commercio, fatta eccezione delle versioni da 128gb e della colorazione oro, a 669 e 779 per le versioni da 16 e 64gb di iPhone 6, e 779 e 889 euro di iPhone 6 Plus.
Come avrete notato, tali prezzi sono inferiori di 30 euro rispetto agli attuali prezzi italiani, per tale motivo, come detto, si vocifera una eguale differenza per i nuovi 6s e 6s Plus per il nostro mercato.

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Infine, un giudizio complessivo assolutamente personale: per quanto mi riguarda, Apple ha esaurito da tempo la sua spinta innovatrice, da appassionato di hi-tech raramente i suoi prodotti solleticano la mia attenzione, va detto però che i prodotti continuano ad essere molto buoni e di facile utilizzo ma, nel contempo, complice anche l’abilità del management di averli resi incredibilmente desiderabili, tremendamente sovrapprezzati. E’ innegabile, inoltre, che il loro agire sia da impulso all’intero mercato, non è un mistero che l’azienda di Cupertino faccia da traino all’intero settore, capita spesso, infatti, che un prodotto simile a quanto offerto da Apple, ottenga il successo meritato soltanto dopo che la controparte con una mela appiccicata dietro venga lanciato. È senz’altro frustrante per gli altri produttori ma rappresenta il frutto dell’incredibile lavoro di marketing portato avanti da Steve Jobs nel corso della sua esistenza. Insomma, Apple continua a campare sugli allori del proprio guru e appare quasi intimorita dal percorrere nuove strade, intanto, però il mercato continua a dar loro ragione, fino a quando?