Apple e l’Irlanda, un’altra falla in seno all’Unione.

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Margrethe Vestegar, commissaria alla Concorrenza dell’UE.

Nella giornata di ieri la Commissione europea, per bocca della commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha condannato Apple ad un risarcimento record fino a 13 miliardi di euro*, più interessi, per aver, nel periodo 2003-2014, beneficiato di un accordo fiscale illegittimo (tax ruling) con l’Irlanda, attraverso il quale, la multinazionale americana, secondo quanto sostiene la Commissione, avrebbe pagato imposte ad un’aliquota ridotta dell’1%, arrivata, nel 2014, addirittura allo 0.005%, a fronte della normale aliquota vigente del 12.5%, già di per sé piuttosto bassa se confrontata a quelle vigenti nei principali Paesi europei. (altro…)

Apple, l’inizio della fine?

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Tim Cook, CEO di Apple.


Non deve essere stata una settimana facile per i vertici di Apple dopo la diffusione dell’ultima trimestrale.

Questi, in sintesi, i dati.
  • Profitti in calo del 22.6% a 10.52 miliardi di dollari.
  • Utili per azione ridotti a 1.90 dollari ad azione contro i 2.33 dello scorso anno.
  • Fatturato a 50.6 miliardi, in calo per la prima volta da 13 anni (-12.7%).
  • Vendite di iPhone in calo del 16%.

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Quale futuro per BlackBerry?

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C’era un tempo in cui una persona su cinque (negli States) aveva uno smartphone BlackBerry, un tempo in cui quello smartphone con una mora appiccicata su era sinonimo di business: era praticamente impossibile vedere un uomo d’affari con uno smartphone diverso da quello della casa di Waterloo. Da allora sembrano trascorsi millenni, ed invece sono trascorsi poco più di 5 anni da quel 2009 (altro…)

Keynote Apple 2015: iPhone 6s, iPad Pro e molto altro.

Nella giornata di ieri Apple, nella persona del suo CEO, Tim Cook, ha svelato, nel corso dell’ormai celebre keynote annuale, la nuova linea di prodotti del colosso di Cupertino per quest’anno. Diamo allora uno sguardo a quanto presentato.

Apple Watch.
Niente di realmente nuovo all’orizzonte, comprensibile dato che il prodotto è stato lanciato in tutti i mercati relativamente da poco, se non l’annuncio della data del 16 Settembre in cui verrà reso disponibile l’aggiornamento software denominato watchOS2, che amplierà le possibilità offerte dallo smartwatch di Cupertino attraverso una maggiore apertura agli sviluppatori di terze parti. A questo, vanno aggiunte nuove colorazioni della cassa per la variante “Sport”, disponibile adesso anche in rosa ed oro rosa, e dei cinturini, in particolare una collaborazione con Hermes per la realizzazione di alcuni cinturini in pelle. Presente anche la nuova colorazione rossa, la cosiddetta Product (RED), già conosciuta per altri prodotti, iPod su tutti, i cui ricavi finanzieranno la lotta all’AIDS. Curioso che Cook, a differenza che in passato, non abbia posto l’accento sui dati di vendita, “nascondendosi” dietro ad un tasso del 97% di clienti soddisfatti, appare ormai chiaro che i dati di vendita, per quanto positivi, siano lontani dalle stime trionfalistiche del lancio.
La mia idea su questo prodotto non è molto cambiata: esteticamente bruttino, mancano ancora killer applications in grado di spingere all’acquisto. Va però detto che alcuni passi avanti sono stati fatti, si incominciano a intravedere delle potenzialità date dal maggior supporto di terze parti. Di certo, però, per avere un prodotto “completo”, occorrerà aspettare almeno la seconda generazione.

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Apple TV.
Onestamente non ho mai trovato particolarmente attraente l’Apple TV, anzi, l’ho sempre ritenuto un prodotto quasi inutile al di fuori degli Stati Uniti, castrato dall’assenza di molti servizi offerti oltreoceano. Certo, con il jailbreak poteva avere un senso, ma questo è un altro discorso, anche perché ci sarebbero prodotti ben più flessibili ed economici di quello made in Cupertino. L’unica (vera) utilità nasceva dal mancato supporto del protocollo dlna dei dispositivi della mela a cui essa poteva sopperire. In questo nuova release si è posto l’accento sulle app e sui giochi, fisicamente non presenta grosse novità se non per un nuovo telecomando touch in vetro. Apple, come al solito, ha parlato di rivoluzione, a me non sembra, anche se è probabile che se ben confezionata, data la presenza di uno store apposito e del supporto ai controller, possa raccogliere l’eredità di Wii, ossia la fetta di videogiocatori casual che non intende acquistare PS4 o Xbox One. Inoltre, l’auspicio è che essa dia maggior slancio ai produttori di tv di realizzare interfacce più moderne, processo già in essere con Sony e Phillips che hanno scelto Android, Samsung il suo Tizen, LG Web OS, acquistato da HP qualche anno fa, mentre Panasonic ha optato per Firefox OS. Prezzi in salita, si parte da 149$ per la versione da 32gb che diventano 199 per quella da 64, prevedibile, la vecchia Apple TV ha poco a che vedere con la nuova, che resta però in vendita a 69 $.
Resto scettico per il mancato supporto al 4K, nel 2015 per un dispositivo del genere dovrebbe essere la norma, sicuramente però la mole di memoria messa a disposizione avrebbe dovuto essere nettamente superiore, con conseguente aumento del prezzo finale, senza contare che i contenuti attualmente a disposizione per questa risoluzione siano ancora modesti. Bene invece l’integrazione, anche per questa piattaforma, di Siri, l’assistente vocale che ormai tutti avrete avuto modo di conoscere su iPhone.

iPad.
Mentre per iPad Air 2 non è stato previsto al momento un successore, per quanto concerne iPad Mini è stata annunciata la versione 4, la quale porta in dote per il piccolo tablet un boost prestazionale importante che lo avvicina al fratello maggiore. Entrambi saranno presto equipaggiati da iOS9 che porterà tali dispositivi a livelli di produttività più vicini a quelli offerti dalla concorrenza. Prezzo di apertura altino, 399 euro per la versione 16gb Wi-fi only, ma a queste politiche di prezzo abbiamo ormai fatto le ossa.
E’ innegabile che il settore tablet sia in difficoltà, soppiantato delle soluzioni ibride che uniscono i vantaggi di tablet e portatili, su tutte Surface Pro 3, l’impressione è che Apple abbia voluto, per quest’anno, giocare in difesa.
Non avendo ancora implementato il supporto al touch nel suo sistema operativo desktop, a proposito, la prossima release di OSX, denominata “El Capitan”, verrà lanciato gratis il prossimo 30 Settembre, Apple è corsa ai ripari con un nuovo dispositivo denominato iPad Pro. Il prodotto appare bello, solido, sottile (0.68 cm di spessore) e con un display 2737 x 2048 pixel da 12.9” che dalle prime immagini appare eccellente. Inoltre, Apple, ben conscia dei limiti di produttività dei propri tablet, ha coinvolto software house del calibro di Adobe e Microsoft nella realizzazione di app ad-hoc, allo scopo di rendere più appetibile la sua nuova creazione. Avremo dunque a disposizione delle versioni di Photoshop e Office appositamente concepite per questa soluzione. Sì, avete letto bene, persino gli (ex) arcirivali di Microsoft, con un loro uomo salito sul palco per presentare una versione ad-hoc di Office, almeno all’apparenza davvero ben realizzata. Si tratta a mio avviso di una resa da parte di Apple circa l’inconsistenza della sua suite iWork. A Cupertino si sono resi conto che da quando Microsoft decise alcuni mesi fa di aprire la propria suite Office alle altre piattaforme, essa non si è mai smossa dalla top ten delle app più scaricate. Veniamo però alle dote dolenti: il prodotto verrà lanciato nella sua versione base, da soli 32gb di memoria, non espandibili, a 799 dollari. Appare dunque d’obbligo virare verso la versione da 128gb che sarà venduta rispettivamente a 949 e 1079 dollari per le varianti Wi-fi only e Wi-fi + 4G. Osservando i prezzi e le caratteristiche hardware, ah, dimenticavo, confermati 4gb di memoria RAM, verrebbe da dire “Si può fare”, se non fosse che, messo da parte l’entusiasmo iniziale, ci si accorge si star acquistando un finto portatile, che con Surface Pro 3 ha in comune il solo form factor. iPad Pro non è un portatile travestito all’occorrenza da tablet come Surface Pro 3, ma un tablet travestito da portatile. Esso infatti sarà equipaggiato con iOS9, quindi non un sistema operativo desktop come nel caso di Windows 10 per il Pro 3, con tutte le limitazioni che esso comporta. Non va inoltre dimenticato che iPad Pro non dispone di una comunissima porta usb, non dispone di un ingresso micro sd per espandere la memoria, non supporta il protocollo dlna, insomma, è un iPad enorme che a sua volta è un iPhone enorme. Non basta, la tastiera è opzionale, come nel caso di Pro 3 ma, a differenza della controparte Microsoft, essa non è venduta in bundle con la stylus, che Apple ha ribattezzato “Pencil”. Bisognerà quindi aggiungere, rispettivamente, ulteriori 169 e 99 euro per ottenere tali accessori. Il costo finale dunque lievita ulteriormente e, per quanto questo tablet possa essere ben realizzato, superare ampiamente la soglia psicologica dei mille euro appare francamente una pazzia. A questo prezzo, la concorrenza, nel caso volessimo optare per un dispositivo ibrido, offre di molto meglio a prezzi spesso inferiori, mentre, nel caso volessimo restare in ambito laptop, persino restando in casa Apple, si potrebbe optare per un ben più utile e flessibile Macbook, qualsiasi esso scegliate. Inutile dire che sarò molto curioso di vedere la risposta del mercato. Disponibilità per Novembre.

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iPhone.
Eccoci finalmente giunti all’ospite clou della serata, il dispositivo che nel 2007 rivoluzionò il settore smartphone. Di anni ne sono passati tanti, ad ogni release Apple ha affinato il proprio prodotto ottenendo costantemente un successo clamoroso, pensate che iPhone 6, soprattutto, grazie allo sbarco di Apple in Cina, è stato lo smartphone di maggior successo della mela. L’attesa dunque era tanta anche se le numerose indiscrezioni filtrate nei passati giorni, in aggiunta al fatto che venisse presentata una versione “S”, hanno portato a ben poche sorprese.
iPhone 6s e 6s Plus, nonostante i miglioramenti annunciati dal punto di vista dei materiali, si è parlato di un dispositivo più solido e resistente che dovrebbe mettere fine al famoso bend-gate, appaiono esteticamente del tutto simili ai predecessori. Alle classiche colorazioni già viste su iPhone 6 ne è stata aggiunta una terza, un rosa che dovrebbe strizzare l’occhio alle ragazze. Dal punto di vista hardware i nuovi iPhone puntano su un nuovo modulo fotografico da 12 Megapixel che va a sostituire quello da 8 che su iPhone 6 dava per la verità già ottimi risultati. In ambito fotografico sono state mostrate alcune chicche, una di esse denominata “Live Photo”, che faranno gridare al miracolo solo i fedelissimi Apple, dato che come spesso accade, sono già presenti sulla concorrenza, benché meno pubblicizzate. Arriva finalmente anche il supporto ad i video in 4K anche se, per poterne beneficiare appieno, occorrerà evitare la versione da 16gb, tristemente ancora presente a listino. Non sembrano esserci novità riguardo la risoluzione del display, ancora 720p per iPhone 6s e Full-HD per 6s Plus, quindi distanti dal 2K ormai divenuto la prassi nei top di gamma Android, senza contare il display 4K del nuovo Sony Xperia Z5 Premium. Come al solito, il nuovo iPhone avrà un nuovo processore ancora a 64 bit, denominato A9 e assistito dal coprocessore M9 per la parte fitness, Apple parla di un aumento prestazionale del 70% riguardo la CPU e del 90% per quanto concerne la GPU, numeri che fanno tanta scena ma che lasciano il tempo che trovano, è chiaro che il tutto girerà ottimamente. Piuttosto, pare che i nuovi iPhone montino finalmente 2gb di RAM, al fine di poter beneficiare, si spera, di un vero multitasking. Fa discutere l’indiscrezione secondo la quale la batteria di entrambe le versioni sia leggermente più piccola, già la precedente generazione di iPhone non brillava certo in autonomia, si spera (almeno) in un ulteriore passo in avanti sul fronte dell’ottimizzazione, staremo a vedere. Suscita invece curiosità l’implementazione del cosiddetto “3D Touch”, derivato da Apple Watch, ossia di un touch sensibile alla pressione esercitata, chiaramente spetterà agli sviluppatori rendere quest’idea interessante e non un semplice orpello. Anche il sensore di impronte, il cosiddetto “Touch ID” pare sia migliorato, va detto che già funzionava molto bene, vabbè, come ad ogni presentazione Apple ci racconta che tutto è migliorato a livelli inimmaginabili, quindi non mi dilungherò ulteriormente.
I preordini cominceranno il 12 Settembre mentre la commercializzazione per i primi Paesi avverrà il 25 Settembre. Per l’Italia, non bisognerà ancora attendere qualche mese, non si ha al momento una data ufficiale. Capitolo prezzi: essi dovrebbero restare in linea con quelli dello scorso anno, anche se per l’Italia si vocifera un aumento, non confermato, di 30 euro. Dando uno sguardo a quelli francesi occorreranno 749 euro per la versione da 16gb, 859 per quella da 64gb e 969 euro per quella da 128gb. Per iPhone 6s Plus, invece, occorreranno 100 euro in più per ciascuna versione, quindi 859 per la variante da 16gb, 969 per quella da 64gb e 1079 euro per quella da 128gb. Infine, i vecchi iPhone 6 e 6 Plus, sempre tenendo a riferimento lo store francese, resteranno in commercio, fatta eccezione delle versioni da 128gb e della colorazione oro, a 669 e 779 per le versioni da 16 e 64gb di iPhone 6, e 779 e 889 euro di iPhone 6 Plus.
Come avrete notato, tali prezzi sono inferiori di 30 euro rispetto agli attuali prezzi italiani, per tale motivo, come detto, si vocifera una eguale differenza per i nuovi 6s e 6s Plus per il nostro mercato.

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Infine, un giudizio complessivo assolutamente personale: per quanto mi riguarda, Apple ha esaurito da tempo la sua spinta innovatrice, da appassionato di hi-tech raramente i suoi prodotti solleticano la mia attenzione, va detto però che i prodotti continuano ad essere molto buoni e di facile utilizzo ma, nel contempo, complice anche l’abilità del management di averli resi incredibilmente desiderabili, tremendamente sovrapprezzati. E’ innegabile, inoltre, che il loro agire sia da impulso all’intero mercato, non è un mistero che l’azienda di Cupertino faccia da traino all’intero settore, capita spesso, infatti, che un prodotto simile a quanto offerto da Apple, ottenga il successo meritato soltanto dopo che la controparte con una mela appiccicata dietro venga lanciato. È senz’altro frustrante per gli altri produttori ma rappresenta il frutto dell’incredibile lavoro di marketing portato avanti da Steve Jobs nel corso della sua esistenza. Insomma, Apple continua a campare sugli allori del proprio guru e appare quasi intimorita dal percorrere nuove strade, intanto, però il mercato continua a dar loro ragione, fino a quando?

Quale tablet mi consigli?

Dopo il bel riscontro ottenuto con l’articolo “Quale smartphone mi consigli?”, a proposito, colgo l’occasione per ringraziare voi lettori e chi si è prodigato nella sua diffusione, ho accolto con piacere la richiesta di scriverne uno incentrato sul mondo tablet.

Dunque, a mio modo di vedere, prima dell’acquisto di un tablet bisogna farsi due semplici domande: la prima, “Quale utilizzo ne farò?” e, la seconda, conseguente alla prima, “Di quali dimensioni del display necessito?”

È importante fare questo tipo di premessa in quanto il tablet non risponde ad una esigenza di utilizzo ben precisa, diciamo che esso è nato allo scopo di far confluire in un unico dispositivo funzioni che fino a qualche anno fa espletavamo attraverso lo smartphone, il computer ecc.

Riguardo l’utilizzo, sfatiamo subito un tabù: i tablet non sono idonei alla lettura; se avete bisogno di un dispositivo atto alla lettura di libri, non è di un tablet che avete bisogno, bensì di un ebook reader. Questi dispositivi, di cui il Kindle di Amazon rappresenta il leader indiscusso, hanno uno schermo in scala di grigi capace di riprodurre l’effetto della carta, con il risultato che una lettura prolungata non vi causerà problemi alla vista, cosa che invece vi capiterebbe utilizzando un tablet o un qualsiasi altro display, essendo questi ultimi muniti di schermi retroilluminati. Dato che il prezzo di partenza degli ebook reader, sia del Kindle che dei suoi competitor, è piuttosto basso (59 euro), il mio consiglio è, nel caso siate appassionati lettori, di regalarvene uno ed affiancarlo al tablet che avete intenzione di acquistare.
Poi, certo, se la lettura di libri è solo uno dei tanti utilizzi che intenderete fare con il vostro nuovo tablet, magari tra i più marginali, il consiglio è, quando lo fate, di abbassare al minimo la luminosità del display e, se possibile, leggere “bianco su nero”, caratteristiche presente, per esempio, nell’app Kindle disponibile su tutte le piattaforme, ossia caratteri bianchi su sfondo nero e non viceversa, come si è soliti fare, sbagliando.

Riguardo invece le dimensioni del display, beh, a mio modo di vedere, un tablet con dimensioni del display sotto i 10”, ad oggi, non ha più grosse ragioni di esistere: ormai abbiamo un po’ tutti smartphone con display da circa 5”, dunque, prendere un tablet da 7”, per esempio, non aggiungerebbe molto alla fruibilità dei contenuti finendo per diventare un doppione del vostro smartphone. Poi, certo, se il vostro smartphone ha una batteria poco prestante, oppure credete che il vostro tablet sarà utilizzato soprattutto fuori casa, esigenze di portabilità e praticità potrebbero smentire ciò che vi ho appena suggerito.
Visto che ho citato l’utilizzo “on the road”, apriamo una parentesi: molte persone, al momento dell’acquisto, si chiedono se sia il caso di optare per un tablet dotato anche di connettività 3 o 4G, mi riferisco quindi alla possibilità di inserimento della sim e di un piano dati ad esso dedicato. A mio modo di vedere, trovo questa opportunità superflua, perché addossarsi un altro abbonamento se con la maggior parte degli operatori è possibile, attraverso la funzione “tethering”, condividere quello di cui già disponiamo sullo smartphone? Poi, ribadisco, si tratta di esigenze: tale funzione ha il limite di succhiare molta batteria al vostro smartphone, quindi lunghe sessioni potrebbero essere un problema, ciò però potrebbe essere risolto mediante l’acquisto di una Powebank, ossia di un caricabatterie portatile, ne esistono di molto economiche. Inoltre, molti tablet Android hanno la possibilità, non solo di navigare, ma persino di utilizzare in tutto e per tutto il vostro tablet come cellulare, quindi di effettuare telefonate, inviare sms e quant’altro, per assurdo, se non avete problemi di portabilità, potreste persino abbandonare il vostro smartphone ed utilizzare a tempo pieno un tablet, magari con auricolare bluetooth al seguito, di persone intente a telefonare con un tablet vorrei non vederne più…xD
Infine, chiaramente, se i soldi non sono un problema o il vostro operatore mi fa un’offerta allettante, vada per i due piani dati, per quanto mi riguarda, però, ribadisco quanto detto in precedenza: meglio risparmiare, sia sull’acquisto iniziale del tablet, sia per quanto concerne l’abbonamento che ne seguirà, optando per un terminale “Wi-fi only”.

Fatte le dovute premesse, adesso passiamo ad analizzare quelli che sono, a mio avviso, i migliori prodotti attualmente presenti sul mercato, tenendo chiaramente conto di quello che è il nostro budget.

Come osservato nel precedente articolo relativo alla scelta dello smartphone, anche nel mercato tablet possiamo optare tra diversi sistemi operativi:

– iOS di Apple, che equipaggia il dispositivo che ha portato al successo questa categoria di prodotti, l’iPad, adesso giunto alla versione denominata “Air 2”, per quanto concerne i 10” (per la precisione 9.7”) , e “Mini 3”, per quella che attiene gli 8” (7,9” ad essere precisi).

– Android di Google, il quale, nelle sue diverse versioni, è installato su una miriade di dispositivi, dai tablet cinesi da poche decine di euro, a quelli costosi di colossi dell’elettronica quali Samsung, Sony, Lg ecc. Google, inoltre, come accade nel mercato smartphone, ha anche una propria linea di tablet denominata “Nexus” che produce servendosi, di volta in volta, di una delle maggiori aziende del settore, un tempo Asus, nell’ultima release, il Nexus 9, HTC.

– Windows di Microsoft, la quale, presenta una una duplice versione del suo OS: 8.1 RT ed 8.1 Pro. Un osservatore poco attento non noterà differenze tra le due, ma alcune differenze ci sono, su tutte, l’impossibilità, sulla prima di installare i programmi x86, ossia quelli che siamo soliti utilizzare sui comuni PC. Questo, per un uso tablet, non presenta un problema, in quanto la versione RT ha un proprio store dal quale scaricare le applicazioni, mentre, se l’obiettivo è quello di sostituire in tutto e per tutto un computer, il consiglio è scegliere la versione Pro dell’OS di Microsoft, i cui prodotti, hanno un prezzo di norma ben più alto. Anche Microsoft, oltre a fornire su licenza il suo sistema operativo a tutte le più grandi aziende del settore, ha sviluppato una propria linea di prodotti le cui ultime incarnazioni sono Surface 2, per quanto concerne Windows RT, e Surface Pro 3 per quanto attiene la versione Pro.

Dunque, quale scegliere?

In primo luogo, va detto che Apple conserva tutti i pregi e difetti che abbiamo già osservato nel suo iPhone in occasione del precedente articolo “Quale smartphone mi consigli?”, quindi, certamente avrete un prodotto costruito benissimo, molto facile da utilizzare e funzionale alle esigenze dell’utente poco esperto, ma, nel contempo, unito ad un pessimo rapporto qualità/prezzo e, sotto certi aspetti, piuttosto limitante: assenza di flash player, memoria non espandibile, assenza di una porta usb e così via.
Se ritenete di poter passar su a queste, ed altre limitazioni, magari avete già provato con soddisfazione un iPhone, il consiglio è scegliere tra un iPad Air 2 o, il suo predecessore, l’iPad Air.
Questi ultimi due prodotti hanno alzato di molto l’asticella delle prestazioni e, optare per un modello meno recente, potrebbe risultare un rischio per le prossime release di iOS, il quale appare, a differenza che in passato, piuttosto esoso di risorse. Ci sarebbero poi anche le versioni Mini di cui parlavo in precedenza, ossia quelle dotate di display da 7.9”. Nell’ultimo keynote Apple ha messo le carte in tavola svelando un iPad Mini 3 che ha presentato soltanto lievi miglioramenti rispetto al “Mini retina”, poi ribattezzato “Mini 2”, che l’aveva preceduto. La sensazione è che Apple voglia convincere la sua clientela ad acquistare il ben più costoso iPhone 6 Plus, soppiantando così la categoria Mini. Dunque, il mio consiglio è, se volete optare per un iPad Mini, prendete l’iPad Mini 2 anziché il 3, in modo da risparmiare qualche soldo mentre, per quanto detto circa la maggior richiesta di risorse delle ultime release di iOS, evitate, l’ancor presente in catalogo iPad Mini, ormai obsoleto.

Nel caso degli smartphone, avevo espresso chiaramente il mio favore verso i dispositivi Android rispetto a quelli Apple, in questo caso, invece, la scelta si fa un pochino più complessa.
I tablet Android non offrono ancora quella stabilità e quella varietà di applicazioni sviluppate ad hoc per questo tipo di prodotti che è propria degli iPad, i quali, giunti prima sul mercato, possono contare su una maggior base installata, quindi maggior sviluppatori al seguito; intendiamoci, tutti i vantaggi funzionali e di flessibilità della piattaforma Android restano, è solo che vanno commisurati ai plus della piattaforma Apple appena citati. Certo è che se possedete uno smartphone Android, con Apple potreste sentirvi un po’ in gabbia, in questo caso, il mio consiglio è scegliere tra Samsung Galaxy Tab S (da 8.4” o 10.5”) e Sony Xperia Z3 Tablet Compact (8”). Il primo è, come da tradizione Samsung, parecchio dotato a livello tecnico, quindi display con risoluzione fantastica, ultimissimo processore, 3Gb di RAM, a cui si aggiungono un’interfaccia, la famosa TouchWiz, con qualche lag di troppo, e una batteria che, dato tale hardware, per forza di cose ne risente. Riassumendo in due parole: scarsa ottimizzazione. Il Sony invece presenta caratteristiche più nella norma, condite dal plus dell’impermeabilità e da un design, a mio avviso, impareggiabile. Il tutto, però, gira molto bene, complice un’interfaccia, magari non bellissima, ma molto funzionale.
A questi due va aggiunto, a mio avviso qualche spanna più sotto, il Nexus 9 (9”); Google sembra aver abbandonato la strada dei prodotti low cost, Nexus 7 (insieme al GPad di LG, ancora una discreta soluzione) nei tablet e Nexus 4 e 5 nel mercato smartphone, decidendo di porsi nel segmento hi-end. Se nel mercato smartphone il nuovo Nexus 6 costruito in partnership con Motorola appare essere un ottimo prodotto, questo non è del tutto vero per quanto riguarda il tablet Nexus 9, affetto ancora da qualche difetto di gioventù. C’è da scommetterci che nuovi aggiornamenti che, ricordo, giungono sempre prima sui terminali Nexus, miglioreranno la situazione, ma, ad oggi, il prezzo elevato non è pienamente giustificato.
Nel caso, invece, il vostro budget sia basso, il mio consiglio è di preferire i tablet di Amazon (Sì, oltre agli ebook reader produce anche tablet, la serie Kindle Fire) rispetto alle soluzioni cinesi o ai rebrand italiani di prodotti cinesi, per esempio i Mediacom, tanto in voga nei centri commerciali.
In realtà i Kindle Fire, che hanno un prezzo di partenza di 99 euro, non sono equipaggiati da Android vero e proprio, ma da una personalizzazione dello stesso, denominata Fire OS. Questo non rappresenta un problema, anzi, per gli utenti poco esperti potrebbe rappresentare persino un plus, fermo restando che il web è pieno di tutorial su come installare una versione stock di Android e relativo Play Store. Oltre che all’ottimo rapporto qualità prezzo di tutte le versioni, la politica di Amazon è infatti quella di lucrare sui contenuti offerti, i quali rappresentano il vero core business dell’azienda, questi tablet hanno dalla loro la garanzia offerta dal più grande store online esistente, Amazon stessa: scordatevi quindi di dover buttare il vostro tablet di marca sconosciuta dopo pochi mesi per l’assenza di un’assistenza adeguata.

Infine c’è Microsoft ed il suo Windows. Se desiderate un tablet votato alla produttività, non troverete di meglio. La versione RT, utilizzata quasi esclusivamente da Surface e Surface 2, non presenta una grosse mole di applicazioni ma, a mio avviso, la bontà dell’OS, permette di sopperire a tutto; infatti, su entrambi i tablet appena citati, troverete un browser davvero completo, con il quale potrete godervi, per esempio, un film in streaming, possibilità non disponibile altrove. Sono inoltre entrambi dotati, di una porta usb standard, rispettivamente 2.0 e 3.0, alla quale è possibile connettere tanto una porta usb, quanto un mouse o una tastiera, trasformandoli in mini PC, di supporto a DLNA (caratteristica condivisa con diversi tablet android), trasferire ciò che stiamo vedendo sul nostro tablet in un attimo sulla nostra TV è davvero comodo, ma, soprattutto, hanno preinstallato l’intero pacchetto Office. Ora, è vero che il nuovo CEO di Microsoft, Nadella, ha da qualche mese aperto alla distribuzione degli applicativi Word, Excel e Powepoint anche ad altre piattaforme più o meno gratuitamente, resta il fatto che si tratta di un plus non da poco.
Lo scarso successo di questa piattaforma giunta purtroppo in ritardo rispetto ai competitors ed accompagnata da recensioni alquanto discutibili, al limite del tragicomico oserei dire, ha tagliato un po’ le ali a questo, a mio avviso, ottimo OS; per tali motivi, oltre che, probabilmente, per limiti tecnici, Microsoft ha annunciato che il futuro Windows 10 non supporterà appieno questi dispositivi; ciò significa che saranno integrate solo alcune delle mirabolanti nuove funzionalità annunciate e, ad oggi, non è dato sapere quali. Ciò non vuol dire che essi debbano essere scartati, anzi, per l’utente medio vuol dire che c’è la possibilità, oggi o nel futuro prossimo, di reperire ricorrendo all’usato un prodotto, che fa sembrare giocattoli gli altri competitors, ad un prezzo molto buono, nell’ordine dei 200 euro.
Infine, occupiamoci di quelli che sono dei veri e propri computer travestiti da tablet, i cui precursori sono stati la linea Surface Pro di Microsoft, giunta alla terza versione, il Surface Pro 3, per l’appunto.
Nel caso specifico si tratta di un prodotto che si pone in concorrenza con gli Ultrabook, il Macbook Air, per esempio, ossia quei prodotti che, in virtù di dimensioni e leggerezza da record, unite a processori che permettono una lunga autonomia, si pongono come successori di quelli che una volta definivamo notebook. In più però essi aggiungono uno schermo touch e, nel caso della linea Surface Pro, una stilo capacitiva, ottima, per esempio, per prendere appunti.
Chiaramente i prezzi sono ben più alti dei classici tablet, al punto che ci sarebbe da chiedersi se sono assimilabili a questa categoria di mercato, il Pro 3 base con processore Intel i3, SSD da 64gb e Ram da 4gb, per esempio, parte da circa 800 euro (a cui vanno aggiunti i 134 euro della tastiera opzionale, mentre la penna capacitiva è inclusa nella confezione), salvo arrivare a quasi 2000 mila euro per la versione più prestante con i7, SSD da 512gb e 8gb di Ram.
Altro ottimo esponente di questa gamma di prodotti è il Lenovo Yoga 3 Pro, il cui prezzo però risulta ancora superiore.
Esistono però anche alternative meno costose, per esempio alcuni Asus della linea Transformer, che partono da circa 300 euro.
Capirete bene che, alla stregua di quanto è possibile osservare per i PC, si tratta di un mercato sconfinato, impossibile quindi analizzare tutte le proposte, sta a voi quindi scegliere quale prodotto sia più rispondente alle vostre esigenze, pratiche ma soprattutto di portafogli.

Spero con questo articolo di aver fugato i vostri dubbi ed aver adempiuto alle vostre richieste, rinnovo quindi il mio ringraziamento alle persone che mi leggono dandovi appuntamento al prossimo articolo, ciao!

Quale smartphone mi consigli?

Per chi come me è appassionato di hi-tech, la domanda “Quale smartphone mi consigli?” è praticamente all’ordine del giorno, figuriamoci nel periodo natalizio, dove ciascuno di noi pare attratto dalla magia del consumismo, una magia che ha davvero poco a che fare con quella più sacra e pura del Natale, ma, per guarirne, vi consiglio qualche buon libro di psicologia o sociologia, non certo di rivolgervi al sottoscritto.

Ora, aldilà delle preferenze e delle esigenze che ciascuno di noi ha, l’obiettivo di questo articolo è fornire una visione chiara e articolata del mercato della telefonia mobile, con l’auspicio che, al termine del quale, abbiate le idee più chiare, poi, ognuno con i propri soldi acquista ciò che gli pare e amen.

Per i meno esperti, facciamo una premessa: nel mercato esistono ad oggi 4 principali sistemi operativi:

  1. iOS (si pronuncia AiOS, sono stufo si sentirlo letto come lo vedete scritto) di Apple che equipaggia gli iPhone.
  2. Windows Phone, che equipaggia essenzialmente i nuovi Nokia, anzi, da adesso, Microsoft, visto che l’azienda americana ha acquisto la divisione smartphone della casa finlandese e i futuri smartphone, dall’appena lanciato Lumia 535, vedrà la scomparsa del marchio Nokia sostituito da quello Microsoft (I più attenti avranno notato che nella pubblicità dell’830 il marchio Microsoft ha infatti sostituito quello Nokia.)
  3. BlackBerry 10, che equipaggia gli omonimi smartphone dell’azienda canadese.
  4. Android, installato su praticamente tutti gli altri smartphone presenti sul mercato, quindi Samsung, HTC, Sony, LG, Motorola e via discorrendo.

Faccio questa premessa perché siamo pieni zeppi di persone che alla domanda “Quale OS utilizzi?” rispondono “Samsung, Sony, LG ecc.” o che, peggio ancora, sovrappongono il sistema operativo al produttore. Esiste un sistema operativo, Android, che è utilizzato da molti produttori, alla stregua di quanto avviene in ambito computer dove troverete Windows installato su computer Asus, HP, Dell e così via.

La differenza è che negli smartphone ciascun produttore personalizza l’interfaccia iniziale, il cosiddetto launcher, ma di fondo il sistema operativo resta il medesimo.

Dunque, rivolgendoci alla fascia bassa del mercato, ossia quella che va dai 100 ai 200 euro, il mio consiglio è quello di orientarsi su un Windows Phone ed in particolare sulla serie Lumia di Nokia, adesso Microsoft; la casa di Redmond, seppur giunta in questo settore in ritardo rispetto alla concorrenza, è riuscita a costruire un sistema operativo molto stabile e veloce, con un’interfaccia accattivante. Il ritardo a cui accennavo, però, porta con sé uno store di applicazioni che, seppur in crescita, resta tutt’ora distante dal PlayStore di Google e dall’AppStore di Apple. Ma, servono davvero così tante applicazioni per questa fascia di mercato? A mio avviso no, chi si rivolge a questa fascia di mercato probabilmente viene da terminali non touch o comunque piuttosto attempati, persone che hanno poca dimestichezza con la tecnologia e che resteranno sicuramente soddisfatti dalle nuove funzionalità che questi nuovi dispositivi sono in grado di offrire. Poi, mi preme sottolineare una cosa a cui noi giovani non prestiamo attenzione: l’interfaccia dei Windows Phone è colorata e personalizzabile: chi ha problemi di vista credo riuscirà a districarsi meglio tra i suoi menu.

Per quanto concerne Apple, dispositivi in questa fascia di prezzo non sono disponibili e, per favore, non prendete iPhone 3G, 3GS, e neanche 4, usati perché attratti da un prezzo vantaggioso: si tratta di dispositivi ampiamente superati, pavoneggiarsi di avere un iPhone vecchio di diversi anni vi farà fare bella figura al cospetto dei vecchietti, ma non vi semplificherà la vita, ossia la ragione per la quale essi sono concepiti.

Rivolgendo invece la nostra attenzione al mercato Android, l’OS di Google offre una miriade di alternative, persino cinesate da poche decine di euro, che, però, a mio modo di vedere, data l’esosità di risorse richieste dall’OS di Mountain View, sono da scartare: molte volte mi sono ritrovato amici che avevano difficoltà persino nel rispondere ad una chiamata da un Samsung Galaxy Ace, che, seppur nei primi giorni sembrava essere un buon acquisto, nel tempo hanno finito per pentirsene, rinnegando, dopo quella triste esperienza, l’intero mondo Android. Il vero problema di Android è dato dai launcher che i vari produttori utilizzano per la personalizzazione della scarna interfaccia di Android stock: la TouchWiz di Samsung, per esempio, è tra le più pesanti da gestire e, in terminali di fascia bassa, determina una lentezza generale dello smartphone, se non addirittura una latenza nei comandi, che ne inficia l’utilizzo. Quindi, meglio un Nokia Lumia 520 (da preferire rispetto al più nuovo 530), meglio un Lumia 630, meglio un Lumia qualsiasi che un Samsung di fascia bassa. Poi, se proprio volete un Android, date uno sguardo al Moto G, Motorola ha fatto un bel lavoro di ottimizzazione, o ad un Huawei, un’azienda cinese che si sta facendo largo nel settore proponendo prodotti dall’ottimo rapporto qualità-prezzo.

Spostandoci invece su dispositivi di fascia media, orientativamente dai 250 ai 400 euro, il mio consiglio è di scegliere un Android perché, ad oggi, resta il sistema operativo più completo, insomma, quello che offre maggiori possibilità. In questa fascia, il mio consiglio è quello di preferire un top di gamma dello scorso anno e che ha visto il suo prezzo calare in virtù dell’uscita del rispettivo successore, anziché un dispositivo lanciato ad hoc per coprire questa fascia di mercato; dico questo in quanto, per esperienza, un ex top di gamma avrà sicuramente un supporto maggiore, ufficiale e non, rispetto a dispositivi che, sin dall’uscita non avevano l’obiettivo di essere dei flagship. Samsung Galaxy S4, HTC One M7, Sony Xperia Z1 (anche Xperia Z) ed LG G2 rappresentano sicuramente ottime scelte, con una preferenza verso gli ultimi due, in particolare il G2, data l’inarrivabile autonomia, vero tallone d’Achille dei cosiddetti “cellulari intelligenti”.

C’è poi l’alternativa Nexus 5, il dispositivo concepito da Google stessa, in collaborazione con LG, validissimo, ma che sento di consigliare soltanto agli utenti più smaliziati, i frequentatori di XDA, per intenderci.

Riguardo i dispositivi Top, quindi quelli che vanno dai 500 ai 700 euro, mi riferisco, in particolare, a Samsung Galaxy S5, HTC One M8, Sony Xperia Z2 e, dai più recenti LG G3, Sony Xperia Z3, la mia scelta ricade su questi ultimi due, con una preferenza verso quello della casa giapponese.

Ma, procediamo con ordine; il Galaxy S5 è probabilmente il più completo, ha una miriade di funzioni, molte delle quali persino futili, al quale però si aggiunge un design che trovo davvero brutto, e una costruzione generale non da top di gamma.

L’HTC One M8 è probabilmente il più bel cellulare in commercio, design eccellente, materiali stupendi, l’interfaccia Sense, inoltre, ne rende davvero piacevole l’utilizzo; l’unico neo importante è dato dalla fotocamera: la scelta degli Ultrapixel produce sì immagini piacevoli in condizioni di scarsa luce ma, nel complesso, la qualità degli scatti resta inferiore a tutti gli altri top di gamma e non solo.

L’LG G3, è probabilmente il BestBuy tra i top di gamma, sia per lo street price a cui è possibile acquistarlo, sia per alcune feature esclusive, quali il display 2K e l’autofucus laser che velocizza la messa a fuoco rispetto ai competitors, sia per l’inarrivato rapporto tra la grandezza del display e le dimensioni generali del dispositivo: avrete un display da 5,5” in dimensioni in cui i competitors riescono ad inserire al massimo un 5”. Ha però uno switch lento tra le reti, se siete utenti 3 potrebbe essere un problema, sia qualche lag nell’interfaccia qua e là, lo scotto da pagare per avere un’interfaccia molto personalizzabile. È stato il primo smartphone a ricevere ufficialmente l’ultima release del sistema operativo di Google, Android Lollipop, in Italia arriverà entro l’anno.

Sony Xperia Z3, restyling dello Z2 uscito soltanto 6 mesi prima (la politica attuale Sony prevede un top di gamma ogni sei mesi a differenza di altri produttori che si sono più o meno allineati all’anno) è l’ultimo flagship dell’azienda giapponese. Terminale stupendo, soprattutto nella colorazione rame, materiali curati, in linea con il prestigio del marchio, uno smartphone che bada alla sostanza senza troppi fronzoli e con il plus dell’impermeabilità. Ad essere onesti, l’interfaccia, seppur molto completa, è esteticamente bruttina, è auspicabile che la casa giapponese intervenga su questo aspetto.

Volendo allargare il cerchio ai phablet, le dimensioni non dovrebbero più essere un problema visto che giriamo ormai tutti con smartphone di dimensioni generose, e non lo è neppure il budget, la migliore scelta in ambito Android, se non in assoluto, è l’ultimissimo arrivato: Samsung Galaxy Note 4; se volete il top è questo lo smartphone da scegliere in quanto il pennino (S Pen) offre sicuramente nuovi spunti votati alla produttività.

Qualcuno avrà sicuramente notato l’assenza di iPhone; bene, per lo smartphone di Apple, che ha da qualche mese festeggiato il suo settimo anniversario dal lancio, è opportuno fare un discorso a sé stante; il dispositivo di Cupertino ha sicuramente molti pregi: è stato il precursore della moderna concezione dello smartphone, se siete degli utenti poco esperti, difficilmente vi pentirete della scelta: è sempre stato nella concezione di Apple rendere la tecnologia alla portata di tutti. Questo, però, porta, per forza di cose, al sacrificio di alcune funzionalità che il cliente tipo neppure noterà ma che, all’utente più esperto, non possono non far storcere il naso. Considerando questo, il prezzo a cui esso viene offerto appare eccessivo, se prima tale differenza poteva avere un suo perché, allo stato attuale, i passi avanti fatti dalla concorrenza rendono la scelta di questo prodotto, ormai diventato di culto tra i giovani e non, sempre meno appetibile. Accontentarsi quindi di un iPhone 4 o 4s, solo per il gusto di poter dire “Ho un iPhone” risulta deleterio; se proprio si vuole puntare ad un iPhone spendendo poco, bisogna puntare al 5 o al 5S, con il primo però che a seguito del rilascio di iOS8 ha cominciato a perdere qualche colpo. Il 5C, esperimento tentato da Apple e poco riuscito, è da sconsigliare: si tratta di un iPhone 5, lanciato l’anno successivo con materiali meno nobili, molto meglio il 5.

Riguardo invece gli ultimi arrivati, 6 e 6 Plus, che hanno visto Apple piegarsi alle logiche del mercato che impone display sempre più grandi per una maggiore fruibilità, direi che, come già descritto qualche riga più su, l’esborso richiesto dall’azienda di Cupertino sia ormai fuori dal mondo.

I nuovi terminali hanno un design a mio avviso peggiore dei precedenti, un’ottimizzazione delle dimensioni piuttosto deficitaria (un iPhone 6 con display da 4,7” ha dimensioni molto simili ad un LG G3), funzionalità che non fanno certo gridare al miracolo (molte delle implementazioni sono prese dal mondo Android), insomma i nuovi terminali della mela sembrano più mettersi al pari con la concorrenza anziché settare nuovi standard come in passato Apple ci aveva abituati. Sono però da apprezzare i primi tentativi di apertura dell’OS alle terze parti, per esempio in ambito tastiere, ma permangono alcune politiche incomprensibili, su tutte la non espansibilità della memoria che costringe ad esborsi enormi al momento dell’acquisto, quando con la concorrenza, per poche decine di euro, si acquistano ormai Micro SD anche da 64 gb. Volendo sintetizzare il mio pensiero in 5 parole: non ne vale la pena.

Infine, voglio spendere qualche riga per BlackBerry ed il suo OS, BB10. Ho saputo che qualche negoziante, alla richiesta di terminali della casa canadese, risponde con un laconico “È fallita…”

Questa è assolutamente una bugia (Ah, non l’ho ancora scritto, non fidatevi mai di commessi e negozianti, nella migliore delle ipotesi vogliono vendervi ciò che vogliono, nella peggiore sono delle capre immonde che vivono di luoghi comuni), la casa canadese è viva e vegeta e il nuovo CEO ha compiuto grossi sforzi per risanare la compagnia che più di tutte aveva subito l’entrata in scena di Apple nel settore, passando dall’essere leader del mercato a quote vicine all’1%. Il nuovo sistema operativo di BlackBerry è per molti versi avveniristico, con alcune trovate davvero eccellenti, su tutte il “BlackBerry Hub”; purtroppo, l’azienda canadese paga il ritardo nella messa in commercio dei suoi primi dispositivi equipaggiati con BB10, Z10 e Q10; lo scarso successo commerciale ha più che dimezzato il prezzo di tali dispositivi, il che, per converso, li rende davvero appetibili per chi bada più alla sostanza (stabilità, ottima ricezione, qualità costruttiva, sicurezza) che ai fronzoli (applicazioni). Tra i due è da preferire il Q10, terminale touch ma dotato di tastiera fisica (tra l’altro il suo successore, il Classic, è atteso per questo mese) soprattutto per la scarsa autonomia dello Z10: se volete un terminale full touch meglio optare invece per lo Z30, anch’esso ormai acquistabile a circa 300 euro.

Gli appassionati della mora e della telefonia mobile in generale, però, opteranno sicuramente per il nuovo BlackBerry Passport, vera novità in un mercato che appare ormai stantio.

Spero di non avervi annoiato e, soprattutto, di aver raggiunto l’obiettivo di aiutarvi nella scelta del vostro prossimo dispositivo, adesso la scelta spetta soltanto a voi.

P.S. Nel caso abbiate apprezzato, mi sareste d’aiuto se condivideste questo articolo sulle vostre pagine Facebook e Twitter.

Grazie per la lettura

Simone