Per chi come me è appassionato di hi-tech, la domanda “Quale smartphone mi consigli?” è praticamente all’ordine del giorno, figuriamoci nel periodo natalizio, dove ciascuno di noi pare attratto dalla magia del consumismo, una magia che ha davvero poco a che fare con quella più sacra e pura del Natale, ma, per guarirne, vi consiglio qualche buon libro di psicologia o sociologia, non certo di rivolgervi al sottoscritto.

Ora, aldilà delle preferenze e delle esigenze che ciascuno di noi ha, l’obiettivo di questo articolo è fornire una visione chiara e articolata del mercato della telefonia mobile, con l’auspicio che, al termine del quale, abbiate le idee più chiare, poi, ognuno con i propri soldi acquista ciò che gli pare e amen.

Per i meno esperti, facciamo una premessa: nel mercato esistono ad oggi 4 principali sistemi operativi:

  1. iOS (si pronuncia AiOS, sono stufo si sentirlo letto come lo vedete scritto) di Apple che equipaggia gli iPhone.
  2. Windows Phone, che equipaggia essenzialmente i nuovi Nokia, anzi, da adesso, Microsoft, visto che l’azienda americana ha acquisto la divisione smartphone della casa finlandese e i futuri smartphone, dall’appena lanciato Lumia 535, vedrà la scomparsa del marchio Nokia sostituito da quello Microsoft (I più attenti avranno notato che nella pubblicità dell’830 il marchio Microsoft ha infatti sostituito quello Nokia.)
  3. BlackBerry 10, che equipaggia gli omonimi smartphone dell’azienda canadese.
  4. Android, installato su praticamente tutti gli altri smartphone presenti sul mercato, quindi Samsung, HTC, Sony, LG, Motorola e via discorrendo.

Faccio questa premessa perché siamo pieni zeppi di persone che alla domanda “Quale OS utilizzi?” rispondono “Samsung, Sony, LG ecc.” o che, peggio ancora, sovrappongono il sistema operativo al produttore. Esiste un sistema operativo, Android, che è utilizzato da molti produttori, alla stregua di quanto avviene in ambito computer dove troverete Windows installato su computer Asus, HP, Dell e così via.

La differenza è che negli smartphone ciascun produttore personalizza l’interfaccia iniziale, il cosiddetto launcher, ma di fondo il sistema operativo resta il medesimo.

Dunque, rivolgendoci alla fascia bassa del mercato, ossia quella che va dai 100 ai 200 euro, il mio consiglio è quello di orientarsi su un Windows Phone ed in particolare sulla serie Lumia di Nokia, adesso Microsoft; la casa di Redmond, seppur giunta in questo settore in ritardo rispetto alla concorrenza, è riuscita a costruire un sistema operativo molto stabile e veloce, con un’interfaccia accattivante. Il ritardo a cui accennavo, però, porta con sé uno store di applicazioni che, seppur in crescita, resta tutt’ora distante dal PlayStore di Google e dall’AppStore di Apple. Ma, servono davvero così tante applicazioni per questa fascia di mercato? A mio avviso no, chi si rivolge a questa fascia di mercato probabilmente viene da terminali non touch o comunque piuttosto attempati, persone che hanno poca dimestichezza con la tecnologia e che resteranno sicuramente soddisfatti dalle nuove funzionalità che questi nuovi dispositivi sono in grado di offrire. Poi, mi preme sottolineare una cosa a cui noi giovani non prestiamo attenzione: l’interfaccia dei Windows Phone è colorata e personalizzabile: chi ha problemi di vista credo riuscirà a districarsi meglio tra i suoi menu.

Per quanto concerne Apple, dispositivi in questa fascia di prezzo non sono disponibili e, per favore, non prendete iPhone 3G, 3GS, e neanche 4, usati perché attratti da un prezzo vantaggioso: si tratta di dispositivi ampiamente superati, pavoneggiarsi di avere un iPhone vecchio di diversi anni vi farà fare bella figura al cospetto dei vecchietti, ma non vi semplificherà la vita, ossia la ragione per la quale essi sono concepiti.

Rivolgendo invece la nostra attenzione al mercato Android, l’OS di Google offre una miriade di alternative, persino cinesate da poche decine di euro, che, però, a mio modo di vedere, data l’esosità di risorse richieste dall’OS di Mountain View, sono da scartare: molte volte mi sono ritrovato amici che avevano difficoltà persino nel rispondere ad una chiamata da un Samsung Galaxy Ace, che, seppur nei primi giorni sembrava essere un buon acquisto, nel tempo hanno finito per pentirsene, rinnegando, dopo quella triste esperienza, l’intero mondo Android. Il vero problema di Android è dato dai launcher che i vari produttori utilizzano per la personalizzazione della scarna interfaccia di Android stock: la TouchWiz di Samsung, per esempio, è tra le più pesanti da gestire e, in terminali di fascia bassa, determina una lentezza generale dello smartphone, se non addirittura una latenza nei comandi, che ne inficia l’utilizzo. Quindi, meglio un Nokia Lumia 520 (da preferire rispetto al più nuovo 530), meglio un Lumia 630, meglio un Lumia qualsiasi che un Samsung di fascia bassa. Poi, se proprio volete un Android, date uno sguardo al Moto G, Motorola ha fatto un bel lavoro di ottimizzazione, o ad un Huawei, un’azienda cinese che si sta facendo largo nel settore proponendo prodotti dall’ottimo rapporto qualità-prezzo.

Spostandoci invece su dispositivi di fascia media, orientativamente dai 250 ai 400 euro, il mio consiglio è di scegliere un Android perché, ad oggi, resta il sistema operativo più completo, insomma, quello che offre maggiori possibilità. In questa fascia, il mio consiglio è quello di preferire un top di gamma dello scorso anno e che ha visto il suo prezzo calare in virtù dell’uscita del rispettivo successore, anziché un dispositivo lanciato ad hoc per coprire questa fascia di mercato; dico questo in quanto, per esperienza, un ex top di gamma avrà sicuramente un supporto maggiore, ufficiale e non, rispetto a dispositivi che, sin dall’uscita non avevano l’obiettivo di essere dei flagship. Samsung Galaxy S4, HTC One M7, Sony Xperia Z1 (anche Xperia Z) ed LG G2 rappresentano sicuramente ottime scelte, con una preferenza verso gli ultimi due, in particolare il G2, data l’inarrivabile autonomia, vero tallone d’Achille dei cosiddetti “cellulari intelligenti”.

C’è poi l’alternativa Nexus 5, il dispositivo concepito da Google stessa, in collaborazione con LG, validissimo, ma che sento di consigliare soltanto agli utenti più smaliziati, i frequentatori di XDA, per intenderci.

Riguardo i dispositivi Top, quindi quelli che vanno dai 500 ai 700 euro, mi riferisco, in particolare, a Samsung Galaxy S5, HTC One M8, Sony Xperia Z2 e, dai più recenti LG G3, Sony Xperia Z3, la mia scelta ricade su questi ultimi due, con una preferenza verso quello della casa giapponese.

Ma, procediamo con ordine; il Galaxy S5 è probabilmente il più completo, ha una miriade di funzioni, molte delle quali persino futili, al quale però si aggiunge un design che trovo davvero brutto, e una costruzione generale non da top di gamma.

L’HTC One M8 è probabilmente il più bel cellulare in commercio, design eccellente, materiali stupendi, l’interfaccia Sense, inoltre, ne rende davvero piacevole l’utilizzo; l’unico neo importante è dato dalla fotocamera: la scelta degli Ultrapixel produce sì immagini piacevoli in condizioni di scarsa luce ma, nel complesso, la qualità degli scatti resta inferiore a tutti gli altri top di gamma e non solo.

L’LG G3, è probabilmente il BestBuy tra i top di gamma, sia per lo street price a cui è possibile acquistarlo, sia per alcune feature esclusive, quali il display 2K e l’autofucus laser che velocizza la messa a fuoco rispetto ai competitors, sia per l’inarrivato rapporto tra la grandezza del display e le dimensioni generali del dispositivo: avrete un display da 5,5” in dimensioni in cui i competitors riescono ad inserire al massimo un 5”. Ha però uno switch lento tra le reti, se siete utenti 3 potrebbe essere un problema, sia qualche lag nell’interfaccia qua e là, lo scotto da pagare per avere un’interfaccia molto personalizzabile. È stato il primo smartphone a ricevere ufficialmente l’ultima release del sistema operativo di Google, Android Lollipop, in Italia arriverà entro l’anno.

Sony Xperia Z3, restyling dello Z2 uscito soltanto 6 mesi prima (la politica attuale Sony prevede un top di gamma ogni sei mesi a differenza di altri produttori che si sono più o meno allineati all’anno) è l’ultimo flagship dell’azienda giapponese. Terminale stupendo, soprattutto nella colorazione rame, materiali curati, in linea con il prestigio del marchio, uno smartphone che bada alla sostanza senza troppi fronzoli e con il plus dell’impermeabilità. Ad essere onesti, l’interfaccia, seppur molto completa, è esteticamente bruttina, è auspicabile che la casa giapponese intervenga su questo aspetto.

Volendo allargare il cerchio ai phablet, le dimensioni non dovrebbero più essere un problema visto che giriamo ormai tutti con smartphone di dimensioni generose, e non lo è neppure il budget, la migliore scelta in ambito Android, se non in assoluto, è l’ultimissimo arrivato: Samsung Galaxy Note 4; se volete il top è questo lo smartphone da scegliere in quanto il pennino (S Pen) offre sicuramente nuovi spunti votati alla produttività.

Qualcuno avrà sicuramente notato l’assenza di iPhone; bene, per lo smartphone di Apple, che ha da qualche mese festeggiato il suo settimo anniversario dal lancio, è opportuno fare un discorso a sé stante; il dispositivo di Cupertino ha sicuramente molti pregi: è stato il precursore della moderna concezione dello smartphone, se siete degli utenti poco esperti, difficilmente vi pentirete della scelta: è sempre stato nella concezione di Apple rendere la tecnologia alla portata di tutti. Questo, però, porta, per forza di cose, al sacrificio di alcune funzionalità che il cliente tipo neppure noterà ma che, all’utente più esperto, non possono non far storcere il naso. Considerando questo, il prezzo a cui esso viene offerto appare eccessivo, se prima tale differenza poteva avere un suo perché, allo stato attuale, i passi avanti fatti dalla concorrenza rendono la scelta di questo prodotto, ormai diventato di culto tra i giovani e non, sempre meno appetibile. Accontentarsi quindi di un iPhone 4 o 4s, solo per il gusto di poter dire “Ho un iPhone” risulta deleterio; se proprio si vuole puntare ad un iPhone spendendo poco, bisogna puntare al 5 o al 5S, con il primo però che a seguito del rilascio di iOS8 ha cominciato a perdere qualche colpo. Il 5C, esperimento tentato da Apple e poco riuscito, è da sconsigliare: si tratta di un iPhone 5, lanciato l’anno successivo con materiali meno nobili, molto meglio il 5.

Riguardo invece gli ultimi arrivati, 6 e 6 Plus, che hanno visto Apple piegarsi alle logiche del mercato che impone display sempre più grandi per una maggiore fruibilità, direi che, come già descritto qualche riga più su, l’esborso richiesto dall’azienda di Cupertino sia ormai fuori dal mondo.

I nuovi terminali hanno un design a mio avviso peggiore dei precedenti, un’ottimizzazione delle dimensioni piuttosto deficitaria (un iPhone 6 con display da 4,7” ha dimensioni molto simili ad un LG G3), funzionalità che non fanno certo gridare al miracolo (molte delle implementazioni sono prese dal mondo Android), insomma i nuovi terminali della mela sembrano più mettersi al pari con la concorrenza anziché settare nuovi standard come in passato Apple ci aveva abituati. Sono però da apprezzare i primi tentativi di apertura dell’OS alle terze parti, per esempio in ambito tastiere, ma permangono alcune politiche incomprensibili, su tutte la non espansibilità della memoria che costringe ad esborsi enormi al momento dell’acquisto, quando con la concorrenza, per poche decine di euro, si acquistano ormai Micro SD anche da 64 gb. Volendo sintetizzare il mio pensiero in 5 parole: non ne vale la pena.

Infine, voglio spendere qualche riga per BlackBerry ed il suo OS, BB10. Ho saputo che qualche negoziante, alla richiesta di terminali della casa canadese, risponde con un laconico “È fallita…”

Questa è assolutamente una bugia (Ah, non l’ho ancora scritto, non fidatevi mai di commessi e negozianti, nella migliore delle ipotesi vogliono vendervi ciò che vogliono, nella peggiore sono delle capre immonde che vivono di luoghi comuni), la casa canadese è viva e vegeta e il nuovo CEO ha compiuto grossi sforzi per risanare la compagnia che più di tutte aveva subito l’entrata in scena di Apple nel settore, passando dall’essere leader del mercato a quote vicine all’1%. Il nuovo sistema operativo di BlackBerry è per molti versi avveniristico, con alcune trovate davvero eccellenti, su tutte il “BlackBerry Hub”; purtroppo, l’azienda canadese paga il ritardo nella messa in commercio dei suoi primi dispositivi equipaggiati con BB10, Z10 e Q10; lo scarso successo commerciale ha più che dimezzato il prezzo di tali dispositivi, il che, per converso, li rende davvero appetibili per chi bada più alla sostanza (stabilità, ottima ricezione, qualità costruttiva, sicurezza) che ai fronzoli (applicazioni). Tra i due è da preferire il Q10, terminale touch ma dotato di tastiera fisica (tra l’altro il suo successore, il Classic, è atteso per questo mese) soprattutto per la scarsa autonomia dello Z10: se volete un terminale full touch meglio optare invece per lo Z30, anch’esso ormai acquistabile a circa 300 euro.

Gli appassionati della mora e della telefonia mobile in generale, però, opteranno sicuramente per il nuovo BlackBerry Passport, vera novità in un mercato che appare ormai stantio.

Spero di non avervi annoiato e, soprattutto, di aver raggiunto l’obiettivo di aiutarvi nella scelta del vostro prossimo dispositivo, adesso la scelta spetta soltanto a voi.

P.S. Nel caso abbiate apprezzato, mi sareste d’aiuto se condivideste questo articolo sulle vostre pagine Facebook e Twitter.

Grazie per la lettura

Simone