Da bambini, quando i nostri genitori volevano impedirci di fare qualcosa, per metterci paura, ci raccontavano che sarebbe arrivato il lupo cattivo o l’uomo nero, oggi, quando il Governo vuole suscitare un effetto analogo su noi cittadini, tira fuori l’ipotesi di una patrimoniale.
Ogni qual volta la sostenibilità del nostro enorme debito pubblico comincia a preoccupare, ecco che una certa parte politica, quella sinistra che, almeno a parole, dice di essere dalla parte degli ultimi, ricicla la proposta di introdurre una patrimoniale, infervorando le destre, da sempre ancorate allo slogan del “Basta mettere le mani nelle tasche degli italiani”.
Com’è ormai noto, il coronavirus, oltre agli effetti drammatici in termini di vite umane direttamente correlati al protrarsi della pandemia, sta avendo conseguenze importanti anche sulla tenuta economica dei Paesi, tanto tra quelli sviluppati, quanto, e soprattutto, tra quelli in via di sviluppo.
È il caso dello Zambia, il primo Paese a rischiare il default a causa della pandemia.
Il neo Governatore della Banca centrale turca, Naci Agbal.
Circa dieci giorni fa vi avevo parlato dell’ennesimo Governatore silurato da Erdogan perché in contrasto con la sua visione, per altro non condivisa dalla dottrina, e la conseguente nomina di Naci Agbal, suo ex ministro delle finanze fino al 2018; nel frattempo, in circostanze non del tutto chiare – ufficialmente per motivi di salute – si era dimesso anche l’attuale ministro delle finanze, nonché suo genero, Berat Albayrak.
Nella giornata di ieri, ad Hanoi, capitale del Vietnam – in realtà, causa Covid-19, molti dei leader politici erano collegati in videoconferenza – è stato siglato l’RCEP (Regional Comprehensive Economic Partnership), il più grande accordo di libero scambio del mondo.
Naci Agbal, nuovo Governatore della Banca Centrale turca. Credits: Bloomberg
È notizia di queste ore la rimozione del Governatore della Banca Centrale turca, Murat Uysal, ad opera del Presidente Recep Tayyip Erdogan; a succedergli sarà Naci Agbal, suo ex ministro delle finanze fino al 2018.
Dalla riunione del board della BCE tenutasi ieri, sebbene conclusasi con un nulla di fatto e con un rimando alla prossima, che si terrà il prossimo 10 dicembre, emerge un segnale chiaro ed inequivocabile: la Banca centrale europea farà di tutto per sostenere l’economia dell’Eurozona.