Haruhiko Kuroda, Governatore di Bank of Japan.

La scorsa settimana abbiamo analizzato insieme la Strategy Review della Banca Centrale Europea, la quale prevede che, già dalla prossima riunione del board, in programma il 22 luglio, il tema “Climate Change” sarà parte integrante delle decisioni di politica monetaria.

È notizia di queste ore che anche Bank of Japan è decisa a fare la sua parte nella lotta al cambiamento climatico.

Nella consueta riunione mensile del board appena conclusasi, la massima istituzione di politica monetaria giapponese ha introdotto, attraverso la pubblicazione di un comunicato ad-hoc, una serie di incentivi volti a promuovere la transizione ecologica e la propria volontà di acquistare, in conformità con i suoi principi, che richiedono un alto grado di sicurezza e liquidità, e in collaborazione con altri banchieri centrali dell’area Asia- Pacifico, obbligazioni verdi estere.

Essi rappresentano i primi passi mossi da Bank of Japan in tal senso, che dimostrano come anch’essa voglia superare i convenzionali limiti di una banca centrale.

In realtà gli analisti si aspettavano che Haruhiko Kuroda andasse addirittura oltre: storicamente la più innovativa delle banche centrali occidentali, spesso precorritrice di quanto sarebbe poi stato attuato da Federal Reserve e BCE, si aspettavano che BoJ si spingesse fino a pagare una piccola quota di interessi (0.1-0.2%) sui prestiti green, in linea con quanto viene offerto alle banche nell’ambito di uno speciale piano di finanziamento atto a combattere gli effetti della pandemia.

Ciò non è invece avvenuto. Per una volta l’approccio di BoJ è stato più prudente.

La sensazione è che Kuroda, temendo di distorcere eccessivamente l’allocazione del capitale, abbia preferito semplicemente allinearsi con le posizioni già assunte dal Governo giapponese – che ha fissato come obiettivo la riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2050 – e dalla sua omologa europea, Christine Lagarde.

Decisione che, secondo alcuni osservatori, sarebbe stata anche figlia della fredda reazione degli investitori giapponesi in seguito alle dichiarazioni sul tema rilasciate da Kuroda negli scorsi mesi.

Tutto invariato invece riguardo l’impostazione di politica monetaria che resta assolutamente accomodante.

Le proiezioni sull’inflazione, sebbene in crescita, principalmente dovuto all’aumento dei prezzi degli energetici (+0.6% per quest’anno, rispetto allo 0.1% stimato in aprile, e +0.9% nel 2022), restano distanti da quanto si sta osservando negli Stati Uniti e in Eurozona: all’orizzonte non c’è alcuna ipotesi di tapering.

Aggiornate anche le stime di crescita: le restrizioni rese necessarie al contenimento di nuovi focolai e la dolorosa rinuncia al pubblico per le Olimpiadi di Tokyo, in programma dal 24 luglio al 9 agosto, comporterà un rallentamento dell’economia giapponese nel 2021 (+3.8%) rispetto a quanto previsto in precedenza (+4%). Migliorano invece le stime per il 2022: 2.7% rispetto al precedente 2.4%.

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