Jerome Powell, Presidente della Federal Reserve.

Ieri si è tenuta la consueta riunione del board della Federal Reserve statunitense da cui è emersa la decisione unanime di mantenere i tassi invariati (intervallo 0-0.25%) fino alla fine del 2022 allo scopo di contenere gli effetti negativi generati dal Covid-19. 

Jerome Powell, Presidente dell’Istituto, ha rassicurato gli investitori circa lavolontà di impegnare tutti gli strumenti a sua disposizione: sebbene non vi siano state novità su questo fronte, alcuni osservatori ritengono che entro settembre qualcosa potrebbe essere fatto.

Ad ogni modo, la parola d’ordine continua ad essere “incertezza”.

Secondo Powell, quest’anno il PIL scenderà del 6.5% (lo scorso dicembre era stato ipotizzata una crescita del 2%), per poi subire un rimbalzo del 5% nel 2021 e del 3.5% nel 2022.

Riguardo al tasso di disoccupazione, le stime parlano di un aumento sino al 9.3% per il 2020, per poi scendere al 6.5% nel 2021 e al 5.5% nel 2022. 

L’inflazione, invece, prevista allo 0.8% per quest’anno, salirà all’1.6% nel 2021 e all’1.7% nel 2022.

Sono stime che, com’è immaginabile, lasciano un po’ il tempo che trovano.

La risalita dei contagi potrebbe ulteriormente peggiorare lo scenario economico, al contrario, un loro sensibile calo, potrebbe portare ad un deciso recupero dell’attività economica.

Powell, in conclusione, ha voluto elogiare la decisa risposta di contrasto alla pandemia offerta dal Governo in termini di aiuti economici, chiarendo che non ci sono manuali da seguire, che questa crisi è molto diversa dalle precedenti, e che i prossimi mesi saranno cruciali per comprendere appieno gli strascichi che essa lascerà sull’economia americana.

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