Mario-Draghi-BCE
Il Governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi.

Su questo blog sono salito parlare del Governatore della Banca Centrale, Mario Draghi, l’indomani di una riunione del board, al fine di discutere circa le decisioni prese in ambito monetario.

Stavolta, invece, farò uno strappo alla regola, in quanto, in occasione di un incontro alla commissione Affari economici del Parlamento europeo, il n. 1 dell’Eurotower, nel rispondere ad una domanda posta da Philippe Lamberts, co-presidente del gruppo dei Verdi, ha, almeno per ciò che mi riguarda, distrutto in un sol colpo tutte le argomentazioni dei numerosi sostenitori della sovranità monetaria.

Com’è noto, le Banche Centrali dei Paesi che decisero di aderire all’euro hanno demandato l’emissione di moneta alla Banca Centrale Europea e, con essa, la possibilità di attuare una propria politica monetaria.

Ciò, unito ai famosi criteri di convergenza – di cui, il più famoso è rappresentato dal mantenimento di un rapporto deficit/PIL inferiore al 3% – secondo i fautori della sovranità monetaria, strangolerebbero i Paesi membri dell’Eurozona, impendendo a Governi politicamente eletti di fare il bene dei propri cittadini. Dietro questo enorme complotto ci sarebbero come al solito i tedeschi, i quali, dopo averci provato invano con le guerre mondiali, avrebbero escogitato un nuovo modo per esercitare la propria egemonia sull’Europa.

Draghi ha esordito chiarendo che prima dell’introduzione della moneta unica, i Paesi europei, ad eccezione della Germania, avevano tutt’altro che una vera sovranità monetaria.

Le strade erano pressappoco due: ancorare la propria valuta al marco o svalutare regolarmente la propria moneta, dunque erodere il potere d’acquisto dei propri cittadini, al fine di mantenere le proprie merci competitive sui mercati internazionali.

Svalutare di continuo la propria moneta è un concetto diverso dall’avere una sovranità monetaria, essere sovrani vuol dire avere la facoltà di farlo, non essere obbligati. Sovranità nell’accezione più autentica del termine, ha spiegato Draghi, vuol dire, contemporaneamente, controllo dell’inflazione e della disoccupazione, mentre tali Paesi, nei 15-20 anni precedenti all’introduzione dell’euro, registravano performance peggiori di quelli che avevano optato per il pegging al marco tedesco.

Tale situazione, ha continuato Draghi, è stata risolta grazie alla creazione della BCE, che ha permesso a tali Paesi di recuperare credibilità e dunque sovranità.

Quando, quindi, secondo Draghi, un Paese non perde sovranità? Essenzialmente quando le regole a cui è sottoposto non sono vincolanti, ed è proprio ciò che è accaduto nel corso degli anni in Europa, sono infatti innumerevoli i casi in cui la Commissione Europea, talvolta per motivi ragionevoli – vedasi calamità naturali ecc. – talvolta per mera opportunità politica, ha concesso flessibilità agli Esecutivi.

Quando, invece, al contrario, un Paese perde sovranità? Ed è qui, a mio avviso, il passaggio chiave dell’incontro: “Un Paese – ha dichiarato Draghi – perde sovranità quando il debito è troppo alto”.

“Quando ciò avviene”, ha aggiunto Draghi, “non servono nemmeno le regole per limitare la sovranità di un Paese, intervengono i mercati, i quali dicono ad un Paese cosa si può permettere e cosa no, cosa è credibile e cosa no. Un Paese perde la sua sovranità quando il debito è così alto che ogni azione politica deve essere scrutinata da mercati, cioè in gran parte da persone che non votano e sono fuori dal processo di responsabilità democratica, causando risentimento nell’opinione pubblica.”

Questo però vale a tutti i livelli, fa parte della vita. Se una famiglia è indebitata, per forza di cose sarà vincolata nelle sue spese: più il debito aumenta, meno avrà libertà di spendere il denaro di cui dispone.

La colpa dunque non è dell’Europa e neppure dei mercati, la colpa è figlia delle decisioni politiche prese da rappresentanti votati dal popolo, dunque, del popolo stesso. E le regole di convergenza servono proprio ad impedire che ciò accada.

Rispettarle non vuol dire austerità – a proposito, diffidate da ciò che ci dicono i politici nel nostro Paese, l’austerità, l’Italia, fatta eccezione per il Governo Monti, obbligato a scelte dolorose figlie del lassismo dei Governi precedenti, non l’ha mai conosciuta, a tal proposito vi esorto a leggere il libro di Veronica De Romanis dal titolo “L’austerità fa crescere”bensì impedire che sia qualcun altro a prendere decisioni che spetterebbero al popolo, dunque vuol dire essere dalla parte del popolo.

Per il video completo: http://www.europarl.europa.eu/streaming/?event=20190128-1500-COMMITTEE-ECON&start=2019-01-28T15:02:15Z&end=2019-01-28T15:07:12Z&language=en

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