Jerome-Powell-Fed

Il Presidente della Federal Reserve, Jerome Powell.


Nella giornata di ieri si è riunito il board della Federal Reserve.

Nonostante non si siano riscontrate novità sostanziali – il livello dei tassi è stato confermato nell’intervallo 1.5%-1.75% – è balzato agli occhi degli osservatori la cancellazione nel comunicato della frase “Il Comitato intende monitorare l’inflazione molto da vicino”. Ciò significa che l’inflazione non pare essere più un problema e che, anzi, si avvia a raggiungere l’ambito target del 2%, vero e proprio dogma della moderna politica monetaria.

Ciò significa pure che i dubbi che l’ex Presidente della Fed, Janet Yellen, cominciava a nutrire sulla persistenza di un nesso di casualità inversa tra tasso di inflazione e tasso di disoccupazione, ossia sulla validità della curva di Phillips – vi dedicai un articolo tempo fa dal titolo “Nesso tra inflazione e disoccupazione: ancora esistente?” – parrebbero per il momento essere fugati.




Infine, un tasso di inflazione prossimo al 2% significa che la prossima stretta monetaria – la prima delle due previste per l’anno in corso – avverrà prima del previsto, probabilmente già nella prossima riunione di giugno, contraddicendo chi, compreso il sottoscritto, con l’elezione di Powell temeva una Fed sottomessa al volere dell’istrionico Presidente Trump.

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