Fitch-Mody's-Standard & Poor's

L’ultima relazione sull’Italia da parte di Standard and Poor’s che, per la prima volta in quindici anni, ha rivisto al rialzo il rating del nostro Paese, riporta in auge la disputa sull’attendibilità di tali agenzie, sul cui operato si è lungamente discusso, tanto per la crisi dei mutui subprime, con il fallimento di Lehman Brothers, quanto per quella del debito dei Paesi dell’Eurozona, senza dimenticare i meno recenti casi Orange County, Enron e, guardando in casa nostra, Parmalat.
Nei casi citati, e in tanti altri, le agenzie di rating hanno dimostrato di essere tutt’altro che infallibili, eppure, i mercati, oltre che i media, sembrano continuare a riporre in esse estrema fiducia: un downgrade o un upgrade di un’ente governativo o un’azienda non passa inosservato, scatenando, rispettivamente ondate di vendite o acquisti.
Sorge dunque spontanea una domanda: di tali agenzie ci si può fidare?

Prima di provare rispondere a questa domanda, dato che uno degli obiettivi di questo blog è cercare di spiegare con un linguaggio semplice e superpartes argomenti di non sempre facile comprensione, comincio con lo spiegare quali sono le principali agenzie di rating e come operano.
Del resto, prima di poter esprime un giudizio su un argomento, è necessario conoscerlo.




Dunque, nel mondo esistono una moltitudine di agenzie di rating ma, quando si parla di esse, in virtù anche di tutta una serie di acquisizioni operate negli anni, ci si riferisce essenzialmente alle seguenti 3, tutte aventi sede a New York:
  • Standard and Poor’s
  • Moody’s Investor Service
  • Fitch Rating

Ognuna di queste agenzie si pone l’obiettivo di offrire un giudizio circa la solvibilità di aziende o enti pubblici, allo scopo di superare l’asimmetria informativa vigente nel mercato tra chi offre (investe) denaro e chi ne necessita.

Essendo aziende private – il loro capitale è spesso detenuto da multinazionali – ciò che offrono è, come detto, un giudizio, un parere, un parere espresso da soggetti altamente qualificati, ma pur sempre un parere, non dunque una certificazione predisposta da un organismo pubblico, quale può essere la Consob quando si tratta di certificare un bilancio.

Ciò significa che, nel caso un’agenzia di rating commetta un errore di valutazione, il soggetto che ha investito il proprio denaro fidandosi di quanto espresso dall’agenzia di rating, fatto salvo il caso di dolo, non avrà alcuna possibilità di rivalersi contro di essa.

È un po’ come programmare le vacanze in base alle previsioni meteo, nel caso venga a piovere, non potremmo chiedere il rimborso al meteorologo che aveva previsto un bel sole.

Dunque, dare uno sguardo al giudizio di un’agenzia di rating prima di operare un investimento è importante, basare le nostre scelte esclusivamente su di esso è ingenuo, stupido!

A ciò va aggiunto che le metodologie utilizzate per esprimere un giudizio, oltre a non essere standard, godono del massimo riserbo: l’agenzia, a margine del giudizio sintetico espresso attraverso l’uso delle lettere dell’alfabeto, svelerà le motivazioni che hanno portato a quel risultato, non il complesso di formule ed algoritmi utilizzato.

Rating lungo termine - S&P

La scala di valutazione utilizzata da Standard & Poor’s nel lungo termine.

Rating breve termine - S&P

La scala di valutazione utilizzata da Standard & Poor’s nel breve termine.

Di seguito, ecco, per esempio, il commento di Standard & Poor’s che l’ha portata a rivedere il proprio giudizio dell’Italia da BBB/A-3 a BBB/A-2:

“Rivediamo al rialzo il rating dell’Italia per le migliorate prospettive di crescita, sostenute da un aumento degli investimenti e dalla crescita dell’occupazione, ma anche dalla politica monetaria espansiva”. 

Del resto, se un’agenzia di rating finisse per svelare ogni suo segreto, perderebbe il proprio vantaggio competitivo sulle altre, le informazioni, le metodologie di lavoro utilizzate, le formule e, più in generale, quelli che definiamo algoritmi, rappresentano il know-how dell’agenzia, continuando con gli esempi, è come se uno chef  svelasse la ricetta di un suo piatto.

Quindi, siamo arrivati al punto di rispondere alla domanda iniziale: delle agenzie di rating ci si può fidare?

La risposta è sì, tenendo però sempre bene a mente che i “mercati perfetti” rappresentano un’ipotesi contemplata esclusivamente nei testi di economia e che una valutazione fatta da terzi non può assolutamente sostituire un’adeguata educazione finanziaria.

 

 

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva