Norcia, la Basilica di San Benedetto, rasa al suolo dopo il terribile sisma del 30 ottobre

Norcia, la Basilica di San Benedetto, rasa al suolo dopo il terribile sisma del 30 ottobre


Ho spesso scritto in queste pagine riguardo la necessità da parte dell’Europa di recuperare quella “solidarietà di fatto” di cui parlava Robert Schuman nel suo celebre discorso del 1950 che diede inizio al processo di integrazione europeo.

Bene, ieri abbiamo assistito ad un primo, piccolissimo, passo, verso ciò.

La Commissione europea, infatti, ha annunciato che nei prossimi sei giorni arriveranno 30 milioni di euro tratti dal Fondo di Solidarietà per finanziare la ricostruzione delle zone colpite dai terremoti in Italia.

Mi direte, 30 milioni di euro rappresentano una cifra tale da poterci scrivere un articolo?

No, rappresentano una nullità se rapportato al denaro necessario alla ricostruzione, ma costituiscono un importante precedente, la somma più elevata prevista dalle norme europee per i pagamenti anticipati, che va ad aggiungersi alla promessa di qualche giorno fa da parte del Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker di finanziare il restauro della Basilica di San Benedetto a Norcia.

Si tratta di una prima tranche di aiuti, ne sono previsti di ulteriori che verranno successivamente discussi insieme alle autorità italiane.

Al di là di questa cifra, la svolta importante è un’altra: la Commissaria alle politiche regionali, la rumena Corina Cretu, ha proposto la modifica del regolamento relativo alla politica di coesione 2014-2020, al fine di consentire di finanziare la ricostruzione attraverso i fondi strutturali, portando il tasso di co-finanziamento a favore delle operazioni di ricostruzione al 100%; ciò significa che non ci sarà alcun contributo italiano, e in futuro degli altri Paesi che malauguratamente si troveranno ad affrontare emergente analoghe, a differenza di quanto avviene adesso, dove il Paese che riceve il finanziamento è tenuto a partecipare relativamente alla sua quota.

Chiaramente, la proposta di modifica del regolamento dovrà essere approvata dal Parlamento e dal Consiglio, ma, ad oggi, tutto lascia credere che non vi saranno intoppi.

L’Unione Europea ha una disperata necessità di recuperare fiducia nei confronti dei propri cittadini. Questa ed altre misure rappresentano un tentativo di riconciliazione verso quella parte dell’elettorato che vede l’Unione Europea più come un ostacolo che una risorsa. Troppo spesso, infatti, le sue attività vengono strumentalizzate ed osteggiate dai partiti euroscettici a caccia di consenso.

Il prossimo passo dovrà essere sul fronte immigrazione, se l’Unione Europea vuole continuare ad esistere dovrà per forza di cose fare i conti con questo annoso tema.