Bank of England, tutto invariato ma…

da | Set 15, 2016 | Politica economica, Tutto Su Brexit | 0 commenti

Bank of England

La sede londinese di Bank of England.

In realtà non c’è granché da scrivere, come già accaduto la scorsa settimana con l’ultima riunione del board della BCE, anche la Bank of England ha lasciato tutto invariato – decisione unanime – rispetto a quanto deciso lo scorso mese di agosto.

A differenza però della BCE, la BoE ha lasciato presagire un ulteriore abbassamento dei tassi entro la fine dell’anno perché, seppur le condizioni economiche appaiano leggermente migliori di quanto auspicato l’indomani del successo del “leave” nel referendum sulla Brexit, l’attenzione del governatore Carney e del suo staff resta molto alta.

Ed è questo aspetto ad avermi esortato a scrivere questo breve articolo. A differenza di quanto sostengono gli economisti dell’ultima ora, ossia i seguaci – per non dire tifosi – dei partiti populisti che si stanno facendo strada un po’ in tutta Europa, o quelli che, attraverso i social, ogni giorno si scoprono essere esperti di una qualche disciplina, la situazione del Regno Unito post-Brexit è del tutto in divenire; inutile dunque sbraitare con il più classico “Usciamo tutti” quando viene diffuso un dato positivo sull’economia inglese – anche perché abbandonare un’unione valutaria sarebbe assai più complesso – un vero bilancio lo si potrà fare solo a distanza di anni, magari un decennio, dall’uscita da parte del Regno Unito dall’UE che, ricordiamolo, avverrà in un periodo fissato massimo in due anni dalla richiesta di recesso, come prescritto dall’art. 50 del Trattato di Lisbona, richiesta non ancora esercitata.

Insomma, chi vivrà, vedrà.

Intanto, se avete intenzione di approfondire le dinamiche europee, gli errori commessi nella creazione della moneta unica e nella gestione della Crisi – molti dei quali a più riprese affrontati su questo blog –  nonché alcune delle possibili soluzioni all’attuale impasse dell’Eurozona, vi segnalo il nuovo libro del premio Nobel Joseph E. Stiglitz – il quale non ha mai lesinato critiche al progetto europeo – dal titolo The Euro: How a Common Currency Threatens the Future of Europe“.

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