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Mario Draghi, Governatore della Banca Centrale Europea.

Si è concluso da poche ore il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea.

Non vi erano grosse aspettative su questo incontro e così è stato: tutto invariato, con il tasso principale che resta a 0, quello sulle operazioni marginali a 0.25% e quello sui depositi presso la BCE a -0.40%.

Conferme anche dal punto di vista del QE, i cui acquisti, ridotti a 30 miliardi al mese lo scorso ottobre, perdureranno fino a settembre 2018, mentre il regime di tassi vigente continuerà anche oltre: Draghi ha infatti chiarito che “ci sono pochissime possibilità di un rialzo dei tassi quest’anno”.

Tale decisione si rende necessaria a causa di un tasso di inflazione ancora lontano dal target del 2% – per altro in calo all’1.4% in dicembre rispetto alla precedente stima dell’1.5%, per motivi legati essenzialmente ai prezzi del comparto energetico – facendo ritenere che la vittoria definitiva sulla crisi non sia ancora giunta, nonostante i fondamentali macroeconomici dell’Eurozona siano incoraggianti, più del previsto.


In una riunione che altrimenti sarebbe filata liscia, ha destato particolare interesse la stoccata non troppo velata che Draghi ha riservato al segretario del Tesoro americano, Stephen Mnuchin, resosi protagonista di una dichiarazione al del World Economic Forum di Davos che non è piaciuta al n.1 dell’Eurotower.

Mnuchin, infatti, aveva sottolineato come il rafforzamento dell’euro sul dollaro fosse positivo per l’economia americana, venendo così meno ai buoni propositi dei partecipanti, espressi proprio nel suddetto vertice, di non attuare svalutazioni competitive.

Secondo Draghi, la volatilità che ha caratterizzato l’euro negli ultimi mesi, più che dalle buone performance fatte registrare dall’Eurozona, deriverebbe da queste uscite maldestre orientate ad indebolire il biglietto verde a cui, la BCE, se necessario, reagirà, anche a costo di ripensare alla propria strategia.

Infine, il consueto appello, finora inascoltato, ai Governi dei Paesi membri dell’area euro a ridurre il debito e attuare le riforme necessarie approfittando dell’era dei tassi zero, i venditori di pentole della politica italiana sono avvisati.


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