Draghi, tutto invariato ma non si scherza.

da | Gen 25, 2018 | Politica economica | 0 commenti

mario-draghi-bce

Mario Draghi, Governatore della Banca Centrale Europea.

Si è concluso da poche ore il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea.

Non vi erano grosse aspettative su questo incontro e così è stato: tutto invariato, con il tasso principale che resta a 0, quello sulle operazioni marginali a 0.25% e quello sui depositi presso la BCE a -0.40%.

Conferme anche dal punto di vista del QE, i cui acquisti, ridotti a 30 miliardi al mese lo scorso ottobre, perdureranno fino a settembre 2018, mentre il regime di tassi vigente continuerà anche oltre: Draghi ha infatti chiarito che “ci sono pochissime possibilità di un rialzo dei tassi quest’anno”.

Tale decisione si rende necessaria a causa di un tasso di inflazione ancora lontano dal target del 2% – per altro in calo all’1.4% in dicembre rispetto alla precedente stima dell’1.5%, per motivi legati essenzialmente ai prezzi del comparto energetico – facendo ritenere che la vittoria definitiva sulla crisi non sia ancora giunta, nonostante i fondamentali macroeconomici dell’Eurozona siano incoraggianti, più del previsto.


In una riunione che altrimenti sarebbe filata liscia, ha destato particolare interesse la stoccata non troppo velata che Draghi ha riservato al segretario del Tesoro americano, Stephen Mnuchin, resosi protagonista di una dichiarazione al del World Economic Forum di Davos che non è piaciuta al n.1 dell’Eurotower.

Mnuchin, infatti, aveva sottolineato come il rafforzamento dell’euro sul dollaro fosse positivo per l’economia americana, venendo così meno ai buoni propositi dei partecipanti, espressi proprio nel suddetto vertice, di non attuare svalutazioni competitive.

Secondo Draghi, la volatilità che ha caratterizzato l’euro negli ultimi mesi, più che dalle buone performance fatte registrare dall’Eurozona, deriverebbe da queste uscite maldestre orientate ad indebolire il biglietto verde a cui, la BCE, se necessario, reagirà, anche a costo di ripensare alla propria strategia.

Infine, il consueto appello, finora inascoltato, ai Governi dei Paesi membri dell’area euro a ridurre il debito e attuare le riforme necessarie approfittando dell’era dei tassi zero, i venditori di pentole della politica italiana sono avvisati.


Concludo questo articolo con il solito appello di commentare e condividere quest’articolo nel caso l’abbiate trovato interessante; vi ricordo, inoltre, che inserendo la vostra mail nell’apposito spazio in alto a destra di questa pagina o regalando un like alla mia pagina Facebook – cliccando sulla finestra pop-up che comparirà durante la lettura – resterete informati non appena un nuovo articolo verrà pubblicato, grazie!

Hong Kong, pegging a rischio?

Alcuni giorni fa vi avevo raccontato delle modalità con cui Singapore si stava preparando a gestire il cambio di paradigma nella politica commerciale statunitense a seguito dell’avvento di Trump e del conseguente – ipotizzato da tanti – ritorno dello spauracchio...

Singapore, via al primo allentamento monetario.

Per la prima volta in oltre quattro anni, la banca centrale di Singapore (MAS) ha deciso di allentare la propria politica monetaria. Era dal marzo del 2020, infatti, ossia dall’avvento della pandemia da Covid-19, che la massima autorità di politica monetaria della...

Argentina, il miracolo Milei.

Il Presidente argentino, Javier Milei. Sono mesi che ho voglia di scrivere un articolo sul Presidente argentino Javier Milei e il suo tentativo di resuscitare l’economia argentina. Sono mesi quindi che mi informo, anzi, a dirla tutta è ormai un anno – Milei è stato...

Trump vs Powell, è cominciata la resa dei conti.

La scorsa settimana, pur monopolizzata dalle presidenziali americane e dalla netta affermazione di Donald Trump, ha visto andare in scena anche dal consueto meeting della Federal Reserve, che ha abbassato all’unanimità il livello dei tassi di un ulteriore quarto di...

Jumbo cut della Fed, le prime reazioni da Oriente.

Pan Gongsheng, Governatore di People's Bank of China. L’avevo raccontato sia su queste pagine sia, personalmente, a diversi miei clienti: lo spartiacque per gli emergenti, in particolare gli asiatici, sarebbe stato il primo taglio dei tassi della Federal Reserve. Con...

Fed, via al primo “jumbo cut”.

Jerome Powell, Presidente della Federal Reserve. È stata la settimana della Fed: con il taglio di ben 50 punti base, nel gergo “jumbo cut”, annunciato lo scorso giovedì, Jerome Powell ha dato il via ad una nuova fase per la politica monetaria a stelle e strisce. Il...

Share This