Quando Trump arranca, il Peso messicano vola.

Quando Trump arranca, il Peso messicano vola.

La notte scorsa è andato in scena l’atto secondo, dei tre previsti, del confronto tra i candidati alla Casa Bianca, il repubblicano Donald Trump e la democratica Hillary Clinton.

Anche stavolta, anziché addentrarmi sui non-temi della campagna elettorale americana, ho preferito fissare l’attenzione sull’andamento del peso messicano, il quale, come spiegato qui, sta rappresentando uno strumento assai utile per comprendere quale sarà l’esito di queste sciagurate elezioni.

La strada per Trump, dopo la diffusione di un suo video risalente al 2005 nel quale parlava in maniera poco elegante, volendo usare un eufemismo, delle donne, si è fatta particolarmente in salita, con una parte del proprio partito decisa ad abbandonarlo, costringendo così il candidato repubblicano ad alzare, se possibile, ancor di più il tiro, invitando al confronto alcune donne che avrebbero subito molestie da parte dell’ex Presidente, nonché marito di Hillary, Bill Clinton, resosi protagonista durante la sua presidenza, in tal senso, di uno dei più grandi scandali della storia americana.

L’intervento di queste persone è stato in extremis scongiurato, Trump, in compenso, è apparso comunque più convincente del primo dibattito, in cui era stato, secondo i sondaggi, sonoramente sconfitto dalla sua avversaria.
Ciò nonostante, anche stavolta, gli osservatori hanno decretato la sconfitta del candidato repubblicano, il quale, secondo un sondaggio telefonico prodotto dalla CNN, le argomentazioni della Clinton avrebbero maggiormente convinto l’elettorato americano, facendosi preferire per il 57% rispetto al 34% del suo avversario. Di esito simile, anche se di tenore più limitato, i dati diffusi da YouGov, il quale ha decretato il successo della ex first lady con il 47% delle preferenze rispetto al 42% di Trump.


Al di là di questo o quel sondaggio, come detto in principio, noi ci fidiamo dell’andamento del peso messicano, il quale, alle 1:17 p.m. di New York, ha fatto registrare il più grande balzo in un mese (+2.2%), trainando con sé anche la borsa messicana. Dunque, altra conferma della vittoria di quella che potrebbe essere il primo Presidente donna della storia degli Stati Uniti d’America.

Dal 26 settembre scorso, ossia dal primo confronto Trump-Clinton, il peso messicano ha guadagnato sul dollaro il 4.8%. Com’è possibile evincere dal grafico di Bloomberg, questi confronti, più che all’elettorato americano, stanno giovando all’economia messicana, la quale, nel caso di vittoria di Trump e di messa in atto del suo programma – il famoso muro, volendo citare l’esempio più eclatante – avrebbe generato la fuga degli investitori dal Messico.

A questo punto non resta che darci appuntamento al 19 ottobre, data fissata per il terzo ed ultimo confronto tra i due candidati alla Casa Bianca, la cui elezione, vi ricordo, si terrà il prossimo 8 novembre.