Potevamo essere noi, avremmo dovuto essere noi, ed invece, anche stavolta, è stato il turno di qualcun altro; è stato il turno del Belgio, di Bruxelles, quella che per posizione geografica – oltre che per sede del mio alto organismo democratico del continente, il Parlamento Europeo – può essere considerata la capitale d’Europa.

I terroristi ancora una volta hanno scelto un terreno a loro più congeniale: il Belgio, così come la Francia, si caratterizza per un’ampia multietnicità, molto più difficile rispetto al nostro Paese fare un distinguo tra chi è immigrato oppure no, tra chi è un cittadino europeo e chi non lo è.
Non basta il colore di un volto o il professare un determinato culto, qualcuno magari non lo sa, ma si è cittadini europei al di là dei tratti somatici e della propria fede, dunque, se a qualcuno non fosse ancora chiaro, non serve a nulla chiudere le frontiere e, probabilmente, a poco servirà anche la tanto vociferata intelligence europea, se riesco a costruire un ordigno posso uscire di casa e farmi esplodere in qualsiasi istante, in qualsiasi luogo, nessuno riuscirà ad intercettarmi.
bandiera-belga

La colpa non è di questo o di quel politico, e non è neppure delle istituzioni europee, l’integralismo islamico si consuma anche in luoghi che nulla hanno a che vedere con il continente europeo, in Turchia, in Nigeria, in Congo, la differenzala fa esclusivamente la mediaticità dell’evento, come scrivevo in occasione degli attentati di Parigi, se non c’è una telecamera a riprendere pare che nulla sia mai accaduto.
Piuttosto, trovo becero ed aberrante il tentativo delle destre di incattivire il popolo nei confronti di questo o di quel governante. Non è urlando, facendo tour sui luoghi delle stragi o andando in TV a collezionare ospitate che un politico dimostra impegno e responsabilità di fronte a ciò che accade, quello è proprio dei pagliacci e degli sciacalli, un politico responsabile, e prima ancora una persona intelligente, esprime con compostezza il proprio cordoglio verso le vittime e cerca una soluzione ad un problema che pare non averne.

parodia salvini su attentati bruxelles

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È inutile scendere al livello di Salvini – a proposito, se Dio non lo avesse ancora previsto, mi auguro stia lavorando ad un girone dell’Inferno fatto apposta per lui – la sua comunicazione è sempliciotta, i suoi discorsi contraddittori, le sue ricette vuote, le repliche saranno per forza di cose sempre troppo complesse per essere comprese dal popolo.
Su questo terreno vincerà sempre lui, Oscar Wilde a tal proposito sosteneva “Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza”, con essi non esiste confronto, persone simili vanno ignorate, lasciate in un angolo nella propria mediocrità a, come si suol dire, “cantarsele da solo”.
In questo dovrebbero però collaborare anche i media e i personaggi pubblici, così come si sta facendo negli USA per Trump, ed invece no, dopo lo show consumatosi a Bruxelles, fatto di tante foto ed i soliti sproloqui senza senso alcuno, eccolo invitato, non in uno, ma in ben tre programmi televisivi la sera stessa, su Rai 1, Rai 3 e la sempre imbarazzante Rete 4 che, con il suo Quinta Colonna, ogni sera ce la mette tutta per raggiungere nuove vette di imbarazzo. L’unico baluardo contro l’avanzata di Salvini appare essere la Rete che, anche in questa occasione, ha recitato quel ruolo che un tempo apparteneva alla TV, dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto questo mezzo di comunicazione sia ormai vecchio e sgradevole. L’unica vera eccezione che ho trovato a questa rincorsa alla notizia, tra l’altro condita dalle solite gaffe della corsa allo scoop – le prime immagini diffuse pare si riferissero all’attentato in Turchia – è stato il solito Zoro, il quale, non a caso, proviene dalla Rete, che con il suo Gazebo, per l’eccezione ad un orario insolito, quello del preserale, ha ricostruito quanto accaduto non lesinando frecciate all’iperconnesso ed iperpresente segretario della Lega.

L’Italia, in questi anni, è stato l’ultimo baluardo dell’Eurozona resistendo, non con poche difficoltà, alla vorticosità dei mercati, adesso, con ogni probabilità, rappresenterà l’ultimo baluardo del modo di vivere europeo, democratico, solidale e rispettoso delle minoranze, in questi mesi siamo stati tutti Charlie, poi tutti Paris, adesso siamo tutti Bruxelles, per qualcuno, giustamente, avremmo dovuto essere anche tanti altri luoghi o persone, per favore, però, qualsiasi cosa dovesse accadere, non diventiamo mai tutti Salvini, abbiamo speso così tanti secoli e così tante vite per diventare quello che siamo, lo dobbiamo a chi ci ha preceduto e a chi ci seguirà, lo dobbiamo al genere umano.

Come sempre, siete invitati a commentare per farmi sapere il vostro pensiero in merito..