La decisione di Tsipras, nella notte tra venerdì e sabato scorso, di indire un referendum per il 5 Luglio sull’accettazione del piano dei creditori che aveva l’obiettivo di mettere spalle al muro l’Europa potrebbe rivoltarsi contro lo stesso Premier greco. Confesso che io stesso avevo valutato questa decisione azzeccata, sia perché si trattava di un atto di estrema coerenza nei confronti del proprio elettorato, in quanto l’accettazione del piano cozzava con le promesse fatte dal leader greco in campagna elettorale, sia perché, soprattutto, come già scritto nel precedente articolo, si trattava di una mossa che avrebbe potuto intimorire l’Europa, già scottata dagli ultimi referendum che l’avevano coinvolta, non ultimo, quello sulla Costituzione europea, bocciata al tempo in Francia e Paesi Bassi.

Il referendum, che si basa su una bozza di accordo del 25 Giugno e che potrebbe essere già stata superata dagli eventi, è scritto, come si suol dire, in politichese (di seguito il testo originale e tradotto), ossia non entrando nel dettaglio delle questioni ma citando esclusivamente i titoli dei documenti, probabilmente allo scopo di suggerire il “No” (OXI) ai cittadini ellenici, il quale, inoltre a differenza della prassi, compare, stranamente, prima del “Sì” (NAI).

Traduzione: “Referendum del 5 luglio 2015. Deve essere accettato il progetto di accordo presentato da Commissione europea, Bce e Fmi nell’Eurogruppo del 25 giugno 2015, composto da due parti che costituiscono la loro proposta? Il primo documento è intitolato ‘Riforme per il completamento dell’attuale programma ed oltre‘ ed il secondo ‘Analisi preliminare per la sostenibilità del debito‘”.

Lo stesso Premier Tsipras ha fatto sapere che si dimetterà nel caso in cui prevarranno i “Sì”. Intanto, probabilmente preoccupato dell’esito del referendum che vede i greci piuttosto combattuti, continua a prodigarsi per trovare un accordo, anzi, a giudicare dall’ultimo documento inviato, si evince l’ormai la totale accettazione di tutte le proposte avanzate dai creditori.

Lettera del Premier Tsipras al Presidente della Commissione europea, alla Presidente del FMI e al Governatore della BCE (in inglese) : https://onedrive.live.com/redir?resid=A9390C2A290EC911!8259&authkey=!ALc_nDgUQPCmLOQ&ithint=file%2cpdf

L’Europa si è sempre detta pronta a collaborare, fermo restando che l’ultimatum del 30 Giugno è scaduto e che occorrerà una nuova rinegoziazione, di diverso avviso la Germania, il cui Ministro delle finanze tedesco, Wolfgaung Shauble, ha dichiarato che prima di ulteriori colloqui sarà necessario attendere l’esito della consultazione popolare. Non è difficile capirne il motivo: nel caso di vittoria dei “Sì”, il Premier Tsipras sarà delegittimato dalla maggioranza dei greci e sarà così obbligato a rassegnare le proprie dimissioni, mettendo così fine al tentativo di rovesciamento dell’attuale assetto dell’Eurozona, nel caso di vittoria dei “No”, invece, la situazione critica in cui versa la Grecia difficilmente porterà ad un nuovo braccio di ferro con la Germania, dalla lettera su citata si evince infatti che la situazione è ormai rovesciata: adesso è Berlino a tenere sotto scacco Atene.