Dopo l’approvazione in Parlamento dei giorni scorsi, nella giornata di ieri è arrivata anche la firma del Presidente Mattarella, dunque l’Italicum è ufficialmente la nuova legge elettorale del nostro Paese. Per vederla all’opera bisognerà però aspettare il primo luglio del 2016 in quanto tale legge non prevede più l’elezione del Senato che secondo la nuova riforma costituzionale diverrebbe non più eleggibile, bensì composto dai consiglieri regionali e sindaci. Nel caso quindi si dovesse andare al voto nel periodo precedente a tale data, verrà di nuovo utilizzato il Consultellum, ossia quello che è stato definito un po’ da tutte le parti politiche, compreso il suo principale autore, il leghista Roberto Calderoli, “Porcellum”, chiaramente epurato dagli aspetti dichiarati incostituzionali dalla Consulta.

Fatta questa premessa, andiamo ad analizzare la nuova legge elettorale. L’Italicum è un sistema proporzionale con premio di maggioranza al partito vincente. Con tale legge l’Italia viene divisa in 20 circoscrizioni e 100 collegi, ciascuno dei quali sarà composto da un massimo di 600mila cittadini aventi diritto al voto ed avrà il compito di eleggere tra i 3 ed i 9 deputati. La differenza principale rispetto al passato sta nell’impossibilità di presentare una coalizione. Dunque il premio di maggioranza di 340 seggi verrà assegnato alla lista, dunque al partito, e non alla coalizione, che otterrà oltre il 40 per cento dei voti, rendendo presumibilmente la maggioranza di governo più stabile. In passato si era infatti osservato la tendenza da parte dei partiti di formare coalizione molto ampie, nonostante visioni programmatiche ben diverse, al solo scopo di raggiungere il premio di maggioranza. Qualora nessuna lista raggiunga il 40 per cento dei voti, le prime due liste più votate daranno vita ad un ballottaggio, al termine del quale la lista vincente otterrà un eguale premio di maggioranza di 340 seggi. Gli altri seggi saranno invece assegnati proporzionalmente in base ai voti ottenuti tra tutte le altre singole liste che hanno ottenuto più del 3 per cento ciascuna (soglia di sbarramento).

Ogni lista presenterà i propri candidati per ciascun collegio: il capolista sarà bloccato, quindi scelto dalla lista stessa, mentre, riguardo gli altri candidati, sarà possibile esprimere fino a due preferenze, purché di genere differente, dunque un uomo e una donna, pena la nullità del voto. Anche per le circoscrizioni è prevista una quota di genere, infatti i capi-lista dello stesso sesso non possono superare il 60% per ciascuna circoscrizione. 

La possibilità di pluricandidature è possibile per i soli capi-lista per un massimo di dieci collegi. Nel caso egli risultasse eletto in più di un collegio, spetterà al capolista stesso scegliere il collegio nel quale essere eletto, mentre negli altri collegi in cui è arrivato primo gli subentrerà il primo non eletto.

Fuori da questo schema vi saranno i collegi della regione italiana a statuto speciale del Trentino Alto-Adige, dove sarà utilizzato il sistema uninominale al fine di tutelare la minoranza linguistica tedesca. Discorso analogo per la Valle d’Aosta, la quale userà questo stesso sistema elettorale, come da sempre nella storia della Repubblica, eleggendo però un solo deputato con l’uninominale maggioritario.

I voti di queste due regioni – Trentino Alto-Adige e Val d’Aosta – saranno comunque sommati a quelli delle altre a livello nazionale per raggiungere il premio di maggioranza, nonostante il diverso sistema elettorale.
Saranno inoltre eletti 12 rappresentanti della circoscrizione estero, scelti con il sistema proporzionale semplice nelle quattro circoscrizioni: – Europa; – America Meridionale; – America Settentrionale e Centrale; – Africa–Asia–Oceania–Antartide, tutt’una.

I voti ottenuti da ciascuna lista in queste circoscrizioni non verranno conteggiati al fine dell’assegnazione del premio di maggioranza dei 340 deputati alla Camera. Per questa ragione, i deputati eletti in queste circoscrizioni andranno ad aggiungersi a quelli già eletti con il premio di maggioranza in Italia.
In altri termini, la lista che ottiene il premio di maggioranza tra le circoscrizioni italiane potrebbe superare la soglia di 340 deputati eletti alla Camera grazie a quelli eletti all’estero.

La nuova legge elettorale permette, inoltre, per la prima volta, la possibilità di voto anche ai cittadini italiani residenti all’estero da almeno tre mesi dovuto a ragioni di studio, lavoro o cure mediche. I loro voti saranno espressi nella circoscrizione estero e contribuiranno a eleggere i 12 deputati di tale circoscrizione.

Infine, qualche considerazione di natura personale. Difficile esprimere un parere su una legge elettorale prima di vederla all’opera, sicuramente l’idea di superare il “Porcellum” e dare una maggiore governabilità al Paese è corretta, così com’era corretta l’idea iniziale di coinvolgere il maggior numero di partiti: non se ne può fare una colpa a Renzi se Forza Italia, dopo aver partecipato alla stesura, attraverso il patto del Nazareno, ed aver votato a favore in Senato in gennaio, si è rifiutata di farlo alla Camera per dispetto dopo il disaccordo sull’elezione del Presidente Mattarella. Certo, l’idea di porre la fiducia stona un po’ ma a mio avviso si tratta del più classico “a mali estremi, estremi rimedi”.

A mio modo di vedere la politica è prima di tutto coerenza, giochini di questo tipo non sono più tollerabili.