Lo spettro dell’insider trading sulla Reserve Bank of Australia.

da | Apr 8, 2015 | Politica economica | 0 commenti

Nella giornata di ieri la Banca centrale australiana (Reserve Bank of Australia) ha deciso di mantenere stabili i tassi di interesse nonostante gli osservatori internazionali fossero piuttosto concordi nel prevedere una loro riduzione.

Questa decisione avrebbe dunque dovuto sorprendere gli operatori ed invece pare che qualcuno ne fosse al corrente qualche istante prima del comunicato ufficiale.
Come è osservabile da questo grafico tratto da Bloomberg, il dollaro australiano ha fatto segnare un balzo dello 0,7% appena prima del comunicato diffuso alle 00:30 (U.S. Eastern Time) destando più di qualche perplessità.

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Tali perplessità si sono trasformati in sospetto nel momento in cui si è osservato un comportamento analogo sia il 3 Marzo che il 3 Febbraio quando la valuta australiana fece registrare, rispettivamente, una flessione ed un balzo nell’ordine dello 0,6% proprio in prossimità dell’annuncio.

Siamo dunque di fronte ad una nuova operazione di insider trading – dopo quella famosa che coinvolse la Banca centrale svizzera qualche anno fa – che ha per oggetto una banca centrale nazionale? L’impressione sembrerebbe proprio quella, anche se Sean Keane, analista alla Triple T Consulting, ritiene che ciò sia il frutto di una distorsione degli algoritmi di alcuni operatori ad alta frequenza: la mancanza di liquidità negli attimi appena precedenti al comunicato porterebbe infatti l’algoritmo ad amplificare il prezzo fino a che esso non trova una nuova corrispondenza.

Il dubbio intanto resta, sarà curioso osservare se questa bizzarra corrispondenza continuerà a ripetersi in corrispondenza dei prossimi annunci, cioè, volevo dire, un attimo prima.

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