Stupito, in realtà neppure troppo, dall’ennesima, abissale, prova di ignoranza fornita dalla nostra classe dirigente in occasione di un servizio de “Le Iene” andato in onda ieri sera, incapace di rispondere a quesiti non troppo complessi riguardo l’elezione del Presidente della Repubblica, mi è venuta l’idea di mettere giù questo articolo, con l’intento di combattere l’assioma, ahimè probabilmente vero, secondo il quale, la classe politica sarebbe lo specchio dei cittadini. Certamente il comportamento dei media non ha aiutato, i quali sono sembrati più intenti a speculare, da settimane, su chi sarà il successore di Napolitano anziché fare vera informazione.

Innanzitutto, 3 regole semplici semplici, sancite dall’articolo 84 della nostra Costituzione; per poter essere eletti Presidente della Repubblica occorre:

  • Essere cittadini italiani.
  • Aver compiuto cinquant’anni d’età.
  • Godere dei diritti civili e politici, ossia, semplificando, non potrà essere eletto Capo dello Stato chi ha un’infermità mentale o si è macchiato di reati gravi per i quali il nostro ordinamento prevede la loro perdita.

Detto questo, concentriamoci adesso su chi può eleggerlo, ossia, i cosiddetti “Grandi elettori”.

Partecipano all’elezione del Capo dello Stato i due rami del Parlamento, ossia la Camera dei Deputati (630 membri), e la Camera del Senato (315 membri), a cui vanno aggiunti tre delegati per ciascuna Regione (di solito il Presidente della Regione e due cariche importanti), fatta eccezione per la Valle D’Aosta, per la quale partecipa un solo delegato (58 membri). A questo numero vanno infine aggiunti i 6 Senatori a vita, che sono rappresentati o da ex Presidenti della Repubblica, nel caso specifico Carlo Azeglio Ciampi e dal Presidente uscente Giorgio Napolitano, o, nominati dal Capo dello Stato, come da Art. 59 della Costituzione, “per avere illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”, che rispondono attualmente ai nome di Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia, per un totale di 1009 elettori. In realtà, è prassi ormai consolidata che i Presidenti di Camera e Senato non partecipino alla votazione, per un totale quindi di 1007 votanti anziché 1009.

Quanti voti occorrono affinché si abbia un nuovo Presidente della Repubblica, ossia si raggiunga il cosiddetto quorum?

Dunque, per le prime tre votazioni è necessaria la maggioranza di due terzi dell’assemblea, ossia di almeno 673 preferenze, dalla quarta in poi è invece sufficiente la maggioranza assoluta, ossia 505 voti.

Infine, qui di seguito trovate l’elenco degli 11 Presidenti della Repubblica che dal ’48 ad oggi si sono succeduti con le date di inizio e fine mandato riportate tra parentesi:

  1. Enrico De Nicola.           (1/1/48 – 12/5/48)
  2. Luigi Einaudi.                 (12/5/48 – 11/5/55)
  3. Giovanni Gronchi.          (11/5/55 – 11/5/62)
  4. Antonio Segni.               (11/5/62 – 6/12/64)
  5. Giuseppe Saragat.         (29/12/64 -29/12/71)
  6. Giovanni Leone.             (29/12/71 – 15/6/78)
  7. Sandro Pertini.               (9/7/78 – 29/6/85)
  8. Francesco Cossiga.       (3/7/85 – 28/4/92)
  9. Oscar Luigi Scalfaro.     (28/5/92 – 15/5/99)
  10. Carlo Azeglio Ciampi.    (18/5/99 – 15/5/06)
  11. Giorgio Napolitano.        (15/5/06 – 22/4/13) – (22/4/13 – (14/01/15).